Minor Swing Quintet, musica mondiale in otto tracce con Minor Mali

Autori: Minor Swing Quintet
Album: Minor Mali
Label: autoprodotto

La paura della chiusura dei confini ti attanaglia? Ti deprimi quando senti l’ennesima “sparata politica” sulle comunità rom e le confusioni mediatiche sui flussi migratori? Non avvilirti, ho qui quello che fa per te, il nuovo lavoro dei Minor Swing Quintet, “Minor Mali”. Otto tracce solo strumentali ma incredibilmente comunicative, pronte  a far annusare all’ascoltatore la polvere del continente africano e le danze del rituale del latte dei popoli di quel continente. Tradizione jazz, approccio multidisciplinare, i Minor Swing Quintet producono una miscela di suoni che incuriosiscono e tracciano una linea diritta verso una strada sola, quella dell’amore per la mondialità della musica.

Un disco per viaggiare leggeri in otto tappe, dalla presa folk electro bella fresca dei violini di Tipitappi, prima canzone  pronta far danzare gli aborigeni, sino alla samba danzante e di sicura presa di SambaSabar, sempre con i violini a dettar legge e le percussioni alla Banda Rulli Frulli a sostenere i nostri cinque giovani bolognesi nelle loro traversate. Bossanova mischiata col calore dei colori centramericani, per un attacco indiretto all’idea di chiusura dei confini e alle ostilità senza senso del nostro tempo populista.

Uscito grazie all’aiuto economico di numerosi raisers, ringraziati ad uno ad uno nel disco fisico, ”Minor Mali” ha nella sua titletrack una dolce danza melodica, mentre in “Vittorio” l’approccio classico jazz ha la meglio sul resto, con fiati imperanti e ritmi mai invadenti alla Corduroy. Il bello dell’integrazione sonora lascia poi spazio alla bucolica Split, canzone che ha una forza diversa e un ritmo sincopato che si sciogli in una chitarra haitiana e una crescita calzante. Mai domi, i Minor Swing Quintet sono pronti a farvi di nuovo danzare dal vivo e non solo, anche nella vostra testa. Musica vera, che abbraccia il mondo senza un passaporto in tasca e le paure di chi vuole chiuderci dentro casa.

Andrea Alesse
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