La recensione di Spinead Sessions – Sonic Youth

La recensione di Spinead Sessions – Sonic Youth

Estate 1986, giusto 30 anni fa. Dopo la pubblicazione di Evol, i Sonic Youth sono una band che si sta affermando dall’altra parte dell’Oceano, stretti tra i locali che trasudano di rumore e angoscia giovanile e partecipazioni a colonne sonore per film e cortometraggi vari. E così, nella lurida ma attrezzata location degli Spinhead studios, North Hollywood (posto non malaccio visto che ci registravano i Black Flag) la gioventù sonica incide sette tracce da destinare alla colonna sonora di Made in Usa, film di Ken Friedman su di un sogno romantico di due operai intenti a traslocare le loro esistenze sulle infinite strade americane. La Goofin Records, etichetta che orbita intorno alla case discografiche gestite dai componenti del gruppo, ci permette così di tornare ad ascoltare dei pezzi inediti di un gruppo fondamentale, naufragato dopo anni di onorata carriera e ufficialmente in pausa dopo l’ultimo concerto del 2011 e la fine della relazione coniugale/professionale tra Thurston Moore e Kim Gordon, rispettivamente chitarra/voce e basso del gruppo, oltre che famiglia, ahimè, non più felice. Oggi le cose sono cambiate, e mentre Moore e Lee Ranaldo (altro storico membro alla chitarra) si godono il sole di Vasto al Siren festival, con la Thurston Moore band del primo e le apparizioni in solitudine del secondo ad aprire le danze della kermesse, Kim Gordon prosegue con altri progetti tipo i Glitterbust e Steve Shelley (batteria) dispensa musica con altri mostri sacri come Sun Kill Moon.

Diciamolo subito, le sette tracce degli Spinehead Studios non ci rivelano altri dettagli sonori capaci di farci gridare al miracolo, ma non rappresentano neanche un feticcio per soli appassionati e collezionisti. Sono, infatti, un esempio del marchio di fabbrica di una band ancora giovane e non proiettata sugli schermi di Daydream nation e Sister, oltre che distante dalla rabbia politica nuda e cruda ma mai banale professata in lavori futuri. Tra il manifesto musicale delle sessioni di Spinhead del 1986 troviamo tanta lucida sperimentazione, in una introspettiva e ipnotica rappresentazione di una noise music prestata alle colonne sonore, ma pure sempre noise. Aprono i sedici minuti di Ambient Guitar e Dreamy Theme, un ritmo cadenzato e psicotico che vira verso territori d’avanguardia emozionale. Nei successivi brani, invece, si possono rintracciare i furiosi giri di basso della Gordon (Scalping) e le distorsioni elettriche del duo Moore – Ranaldo (High Mesa), a corollario di una traiettoria che credeva nella rumorosità e si organizzava per divulgarne il credo. Theme 1 Take 4 è una demo dell’altro pezzo Theme with Noise, prodotto anch’esso di una miscela che tenta di comporre una colonna sonora, ma che in realtà non fa altro che alimentare la spirale sonica. Per la cronaca, segnaliamo che il demo non è stato poi utilizzato dalla produzione del film, che utilizzò solo una versione musicale dei Sonic Youth poi finita in Made in Usa, album del 1995.

Tracklist:
1. Ambient Guitar & Dreamy Theme
2. Theme With Noise
3. High Mesa
4. Unknown Theme
5. Wolf
6. Scalping
7. Theme 1 Take 4

Artista: Sonic Youth
Data di uscita: 17 giugno 2016
Casa discografica: Goofin’

Testo a cura di Andrea Alesse

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