L’angolo di Costello’s: I Miei Migliori Complimenti e Vikowski

L’angolo di Costello’s: I Miei Migliori Complimenti e Vikowski

Costello’s Records nuovo atto. Dopo il festival ecco le loro produzioni, per un’estate da passare al fresco delle sonorità indie e non solo: I Miei Migliori Complimenti e Vikowski.

Autore: I miei migliori complimenti
Album: Le disavventure amorose di Walter e Carolina
Etichetta: Costello’s Records

Ormai lanciato in classifiche viral Spotify, I miei migliori complimenti è l’alter ego di Walter Ferrari, ragazzo urbano che utilizza laptop e registra, compone e scrive le sue cinque canzoni, riprodotte poi nella seconda parte del disco in modalità remix per renderle ballabili e accattivanti. Un bailame di suoni giovani e creativi, associati ad una storia che naufraga tra cinque sentimenti cinque, associati ciascuno ad un brano. È la cronostoria pop sintetica che costruisce sensazioni amando autori tipo Cosmo e il nuovissimo Volta. Elettronica che scandisce sentimenti di insofferenza, gelosia, malinconia e ritorno di fiamma, in una piramide che finisce con la cinica rassegnazione. Un bel disco genuino e fantasioso, come la copertina provocante e colorata che preannuncia un disco amante della forma canzone e l’autobiografia, scaricata tra l’estetica dei bocconiani e i viaggi in tram verso il bar tanto desiderato dove fare colazione. Da segnalare i simpatici e sensuali gli effetti di Le piante di plastica, come anche la chitarra lo/fi electro di Shazam, prima della dance dipinta dei remix, altra bella idea. Sarà il disco dell’estate indietronica? Largo all’ascolto di I mie migliori complimenti.

****

Autore: Vikowski
Album: Beyond The Skyline
Etichetta: Costello’s Records

Altra punta di diamante della scuderia dei terribili Costello’s, scopritori del talento pop del milanese Vikowski. Tra un intima gelata tensione di nostalgia e una virata verso la profondità di rilancio, il nostro produce un album di sensazioni diverse, a partire dal piano che scandisce il moto falling apart di Lovers in P., apertura che elabora un elettronica minmal priva di tecnicismi e densa della venatura di un cantato che viene da dentro Vikowski. Illusioni e impegni del quotidiano sono rappresentati con effetti kraut (Drops) e il prezioso aiuto delle corde di un piano meticoloso, pronto a splendere in My old friend. E se in questa canzone è la nostalgia a farla da padrone, in Frankfurt Vikowski è un profeta sonoro che ci invita ad andare oltre le difficolta, oltre la linea dell’orizzonte e dietro i nostri momenti bui. The bear you need è invece un pezzo solo electro alla The Bear, con ritmi orientali sotto traccia e ballabilità. A chiudere c’è End of June, ballad di una classica notte malinconica in cui sedersi a riflettere con noi stessi. Dopo l’apprezzato tour in est Europa, è ora che facciamo conoscere Vikowski anche qui nella terra natia.

Testo a cura di Andrea Alesse

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