L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI, la recensione di 8 bit

L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI

8-bit

IndieBox

 

Punk rock old school di quello che ti spara in faccia la realt- otto tracce e quindi 8 bit, nuovo album per la band lombarda i L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI, uno dei capisaldi del genere attiva dal 1999. Venti anni spedi dietro a tre accordi, converse, concerti in pub sotterranei e anche tante soddisfazioni.

Melodi stile Derozer, presa in stile Porno Riviste e cori che allo stadio si sognano pensando ai Persiana Jones. Una piena  aspirazione che ricorda le cavalcate nineties, trattate in modo diretto e con un linguaggio che si fa fuoco con in spalla un bicchiere di birra e enessun mitra. Alla faccia delle legittima difesa e di chi l’ha promossa, qui ci sono gli Arcade boyz de L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI, padroni della strada con una canzone come Un nuovo giorno, figlia delle liriche dei mitici Impossibili, e tremendamente nostalgici con La nostra storia.

Attivismo senza omologazione trap/rap, rabbia contro l’avidità, contro tutti i benpensanti e con in tasca il santino dei Ramones, ecco che sono tornati i regaz de L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI.

 

 

Andrea Alesse

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