Intervista ai NETN

Intervista ai NETN

I NETN, trio noise rock con base a Ferrara, hanno pubblicato il loro secondo album, intitolato NETN.
DISCO – https://netn.bandcamp.com/album/netn

NETN (pron. neten) è un disco di 6 tracce scritte tra il 2019 e il 2021, nate durante il lungo stop pandemico. L’ingresso alla chitarra di Matteo ha allargato la line up originaria formata da Campi alla batteria e Ivo alla chitarra/basso/voce ed ha arricchito il suono di matrice Touch&Go che aveva già contraddistinto il lavoro precedente Dangerfield (2018, sotto ilnome Niet).


La copertina è un’opera dello street artist BROME 732 originario dello stesso paese (Portomaggiore) di Campi e Ivo, pubblicata nel 2018 e subito prenotata come futura copertina del disco.

NETN è stato registrato e mixato presso il Vacuum Studio di Bologna da Bruno Germano durante il mese di maggio 2022 e masterizzato da Carl Saff presso il Carl Saff Mastering studio di Chicago (IL). Attualmente è disponibile solo in formato digitale sul profilo bandcamp del gruppo, ma nei prossimi mesi sarà disponibile in formato vinile grazie al supporto di Sonatine Produzioni e Vollmer Industries.

fb – https://www.facebook.com/nietmeansno/
ig –https://www.instagram.com/netn_band/
sito – http://netn.altervista.org/

 

 

Il gruppo ferrarese ci ha rilasciato una breve intervista che potete leggere qui sotto:

Ciao ragazzi e benvenuti su the front row. Come prima cosa presentateci la formazione della band e da dove venite.

Ciao, siamo I NETN (pron. netèn) e siamo Ivo, Matteo e Campi. Ivo e Campi sono di Portomaggiore e Matteo viene da Gaibana, quindi siamo un gruppo di Ferrara, in sintesi.

Raccontateci un po’ di storia della band: chi sono i fondatori ufficiali, quando è nata la band e com’è nata l’idea?

Il gruppo è nato all’incirca tra 2014 e 2015 ed è nato come duo su idea di Campi e Ivo, ci siamo chiamati Niet fino all’estate 2020. L’idea era di vedere cosa saltava fuori e iniziare a suonare un po’ in giro.

Parlateci un po’ del nome della vostra band: come nasce e che significato ha per voi?

Il nome attuale dovrebbe volere dire “niente” in qualche lingua slava. Nasce perchè aveva un po’ di assonanze con il precedente Niet ed entrambi non significano nulla. per l’appunto.

Presentatevi a chi non vi conosce: descriveteci il vostro sound e a quali gruppi e generi vi ispirate maggiormente. Tralasciando il solito discorso “non ci piace essere catalogati in un genere preciso”, in quale movimento/genere vi collochereste?

Come riferimento siamo molto legati alla scena ‘90 della musica indipendente.Il mondo post-hardcore e noise rock, la Touch and Go records, Amphetamine Records, Unwound, Shellac, Metz, Hot Snakes, Drive like Jehu, Fugazi… ovviamente anche i molti gruppi italiani che tra i 90 e gli anni 10 sembrava potessero imporsi da un momento all’altro. One Dimensional Man, Uzeda, Super Elastic Bubble Plastic, Red Worms Farm… Questi sono i gruppi e gli ascolti a cui ci rifacciamo, al momento.

Siete al lavoro su un nuovo album o lo state per pubblicare? Se sì, parlatecene un po’ altrimenti come descrivereste l’ultimo lavoro che avete realizzato e cosa possono aspettarsi gli ascoltatori dalle vostre canzoni?

lo abbiamo appena pubblicato, è uscito da circa un mesetto solo in digitale e tra qualche mese, speriamo prima uscirà anche in vinile grazie ad alcune etichette indipendenti. Nonostante sia un disco breve, essere riusciti a finirlo vuol dire essere riusciti a trovarsi in anni di restrizioni, quarantene, momenti di stress fortissimi dovuti ai motivi più disparati, dal lavoro, al contesto fino alle sfighe singole. Di fatto il disco si chiama come il gruppo, siamo noi.

Ora parliamo della vostra discografia e carriera: qual è stata la prima cosa in assoluto che avete mai registrato, cosa avete inciso fino ad oggi e quante esperienze dal vivo avete avuto?

Come gruppo abbiamo registrato il demo nel 2016 e come concerti dovremmo averne fatti una sessantina in generale.

Quale vostra canzone consigliereste a chi non vi ha mai sentiti?

KEXP

Qual è finora il momento più bello e/o importante da quando siete una band?

Ogni volta che suoniamo dal vivo, quello è il momento in cui si realizzano tutti gli sforzi fatti.

Chi è il principale compositore del gruppo? Usate qualche metodo per assemblare tutte le idee che vi passano per la testa?

Suoniamo tutti insieme, spesso e volentieri senza meta. poi ogni tanto esce fuori un errore figo, qualcosa che ci suona bene e ci lavoriamo sopra.

Parlateci un po’ dei vostri testi: chi è il songwriter principale e quali sono gli argomenti che preferite trattare? E poi, meglio la lingua inglese o italiana?

meglio l’inglese, per noi perlomeno. I testi li scrive Ivo e i temi di solito saltano fuori da quello che ci succede o da qualcosa che ci ha colpito, film,notizie, libri, altri dischi…

Quant’è importante per voi l’attività live di una band e quant’è determinante secondo voi la presenza scenica e perchè?

è probabilmente l’unica cosa che conta, per noi sarebbe impensabile essere un gruppo soltanto “da studio”. La presenza scenica dipende sempre come viene interpretata da chi assiste, quindi si dovrebbe fare un discorso singolo per ogni gruppo o performer…

Quanto conta secondo voi il look di una band al giorno d’oggi? Voi avete un vostro “dress code” oppure salite sul palco come capita?

Come capita

Cosa possono aspettarsi i ragazzi che vengono ad assistere ad un vostro show?

delle gigantesche ondate di amore

Un vostro parere sulla scena italiana e suggerimenti per accrescere il movimento underground sempre più affollato; inoltre vorremmo che ci indicaste quali sono secondo voi i migliori gruppi italiani del momento.

Lleroy, Baratro, Solaris, Cani dei Portici, Bennett, Leatherette e submeet sono parecchio fighi, menzione speciale per i jackson pollock che riescono a suonare ovunque. per l’underground ci vorrebbero un sacco di cose, sicuramente più posti in cui suonare.

Meglio uscire per un’etichetta discografica (che sìa major o indie) o lasciare l’intera gestione della band in stile D.I.Y. e perchè?

Avere il supporto di una indie, tra quelle rimaste, ed essere diy è una condizione costante di praticamente tutti i gruppi del giro e non sono cose in contrasto tra loro. Le major pensiamo siano più interessate all’ennesima ristampa del cofanetto del disco x di tot anni fa o su chi esce dai vari talent che a fare ricerca sul campo.

Quanto vi hanno aiutato i social network come Myspace, Facebook, Twitter a farvi conoscere e quanto in generale questi strumenti possono aiutare un gruppo a farsi conoscere rischiando però di cadere nella marea di band emergenti che forse abusano di questi mezzi? A tal proposito, quali sono i vostri contatti sui social network?

Il punto è cosa postare e come, noi non siamo nemmeno troppo bravi coi social. Comunque di norma postiamo le notizie su date, dischi nuovi e le notizie che possono interessarci come gruppo. Meno social per chiunque, di base.

https://netn.bandcamp.com/album/netn
https://www.facebook.com/nietmeansno
https://www.instagram.com/netn_band/

Se, fantasticando, poteste scegliere un producer con il quale lavorare, chi scegliereste?

Steve Albini, Giulio Favero, appena facciamo un po’ di cassa… con Bruno Germano abbiamo appena fatto!

E con quale musicista/gruppo realizzereste invece una canzone (o un remix) assieme?

Il Maltempo!

Prima abbiamo parlato dei gruppi ai quali vi ispirate di più per il genere che fate. Ora invece vorrei parlare dei gruppi che vi hanno cambiato la vita, anche di tutt’altro genere. Quali sono i vostri gruppi o cantanti preferiti e quali vi hanno spinto a voler diventare musicisti?

Probabilmente più che un artista singolo che possa andare bene per tutti è stata la vita in provincia a spingerci a suonare.

A livello di musicisti, qual è il vostro sogno nel cassetto?

Diventare il gruppo preferito di Jacopo Borgatti

Album (o gruppo) straniero da consigliare ad un amico

Lighting Bolt

Album (o gruppo) italiano da consigliare ad un amico

Gerda

Album (o gruppo) in cui quale avresti voluto suonare

Jon Spencer Blues Explosion

Ultimo album (o gruppo) ascoltato

Show me the body

Ultima cosa: lasciate un breve messaggio di saluto che possa anche convincere le persone ad ascoltarvi.

Saremo brevi

 

Intervista di Carlo Vergani

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