Indie italiano che passione 6: Earthset e Lomax

Indie italiano che passione 6: Earthset e Lomax

Earthset, il cuore pulsa ancora
Autori: Earthset
Album: Popism
Stampa: Costello’s
Earthset, ovvero quattro ragazzi classe 1990, psichedelia noise e tratti acidi. Hanno fatto uscire lo scorso marzo un EP, Popism, che fa felici amanti shoegaze e pop core. 5 tracce di avanguardia rock che colgono la giusta strada tra un certo suono figlio dei Nirvana (In The Pendant), riletto con chiavi Promise Ring, e cavalcate più acid rock, come in Around The head e la sua trama psicologica da double face e atteggiamenti problematici. Accordi con tonalità dinamiche aiutano una forma espressiva, che si taglia con falsetto in inglese macchiato da una diatriba personale sempre in corso, come nella vena indie pop che gli Earthset mostrano inFlush.
La voglia di andare oltre brucia come un sole nelle anime giovani, ed ho paura che non riesci più a sentirla una volta che sei cresciuto.
È l’insegnamento dei nostri dinanzi a al racconto del volo di Icaro, riletto in Icarus’ Flight, mantra di una band capace di donare ai suoni di basso uno sviluppo non lineare e di concedergli energie a tratti poliedriche. Chiude Ghosts And Afterthoughts, in cui intimismo e fantasmi hanno la meglio e corrodono una traccia lenta e strumentale.

Lomax, giovani ruggenti nell’arena
Artista: Lomax
Album: Oggi odio tutti
Etichetta: Autoproduzione
Stampa: Doppio Clic Promotons
Credevo che quando associassimo il nome Lomax alla musica la chiave interpretativa fosse quella del ricercatore musicale che studiò tutto il folklore siciliano e le sue radici musicale. Mi sbagliavo. Dalla provincia di Modena ecco il trio Lomax, giovanissimi e combattivi ragazzacci che producono Oggi odio tutti, EP che ricambia i saluti di ispide trame noise e di hardcore melodico.
Tracce della propria vita cantate e urlate in testi diretti e italianissimi da parte di due ragazze e un ragazzo, proprio come certe band anni ’80 che affollavano anche il centro sociale Scintilla, modenese come i nostri Lomax. Apre il loro primo lavoro qualche metafora calcistica (Rigore) per scandire il tempo di loser annoiati e pronti a uscire dalla panchina, ma con il ritardo di chi conosce la scuola hc e il suo sapore energico. La scuola è ancora viva in Oggi odio tutti, arricchito dalla doppia voce femminile, marchio di fabbrica di Lomax agguerriti e vestiti di abiti alla Shellac in Manhattan, canzone aperta dalle elucubrazioni che rileggono anche in chiave filosofica melodie sempre direttissime, pronte poi a divampare in Fuoco. Mi vengono in mente le Kandeggina Gang di Jo Squillo (bei tempi, ahimè), ma anche l’irruenza delle Bambole di Pezza meno rock and roll, utilizzabile in Non vedo l’ora che muori. Una lettura italiana al famoso pezzo dei romani DIE, immortale manifesto della velocità di pensiero che i Lomax coltivano fino alla riflessività strumentale di Dio. Un ultimo brano acido e più maturo, per chi vuole davvero capire tutto su questo nuovo trio, meno furiosi ma sempre attaccati al live fast die young.
Andrea Alesse

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