Universal Sex Arena, esce oggi Abdita. Un segreto rivelato e tutto da ascoltare.

Universal Sex Arena, esce oggi Abdita. Un segreto rivelato e tutto da ascoltare.

Universal Sex Arena
Abdita
La Tempesta International / Kowloon

Una piccola grande bomba a orologeria cavalca l’inizio del nuovo anno. È Abdita, nuovo dico degli Universal Sex Arena. Convincente e mai approssimato, il suono che lancia Abdita è una carica dritta nelle casse e nel forsennato aplomb di una band misteriosa e avvincente.
Rock psichedelico, post punk, giri di valzer alla Polar for the masses e credibilità formatasi lungo i live. Questo un estratto di un album che rilancia il sestetto del nord est italico dopo Romanticysm del 2014, in cui l’acidità rock aveva tracciato la strada verso le nuove interpretazioni di un suono devoto tanto ai mostri Led Zeppelin quanto a divagazioni che amano dei Calexico in acido messi a nudo su un instagram parallelo.

Genio e beffarda complicità rock non lasciano scampo in Abdita, full lenght che vuole essere segreto sin dal titolo. Abdita, infatti, deriva dal latino e sta per nascosta, remota, misteriosa, segreta, occulta. Gli Univeral Sex Arena sono infatti una magnifica società occulta che fa girare percussioni e lisergiche vocalità sixties in Like Home, non dimenticandosi dei The Black Crowes e di un incredibile arpeggio di banjo che compare nel bel mezzo della traccia.

Amanti anche delle melodie, vedi Aetna e la carica muscolare che ne viene fuori, gli Universal Sex Arena spingono nella giusta direzione con Horizon of baking dogs per rilasciare morfina nelle vene di un ascoltatore che inizia lentamente a perdersi, seguito da ritmi che mischiano esoterico e psichedelica americana.

Una strana allegoria country rock con attacchi di sudata filmografia alla Free Fire (film di Ben Wheatley da vedere) è invece in Palermo you can’t have me, traccia che estrania la carica del gruppo verso una sparatoria di strada andata a male. Si procede sulla scia con Momentum, cavalcata che usa ritmi latini con in un b – movie dall’aspetto tetro e angosciato, senza elettricità e batteria, ma con sfuriate vocali che apprezziamo a non finire.

La segretezza è però una delle virtù più forti degli Universal Sex Arena, diretti nell’alveo della psichedelia garage con Secret People, luogo d’incontro di massonerie musicali che amano l’oriente e lo portano in tavola con le musiche di una rinnovata teatralità, pronta a esplodere dal vivo. Cercateli e andateli a vedere.

Andrea Alesse



#Follow us on Instagram