Malinconia e dream pop, 5 tracce e un Ep per Charlotte Bridge

Malinconia e dream pop, 5 tracce e un Ep per Charlotte Bridge

Autrice: Charlotte Bridge
Album: Charlotte Bridge
Etichetta: Bonus Noise Records

Strana storia. A distanza di poco tempo mi trovo ad ascoltare delle prelibate produzioni di giovani autori italiani… trapiantati in Lussemburgo (a proposito, grazie a Dopplio Clic Promotions). E così, dopo la crepuscolare intensità di Ohio Kid, ecco la poetessa Charlotte Bridge, autrice di un Ep omonimo di 5 tracce che esce per la lussemburghese Bonus Noise Records. All’anagrafe fa Stefania Salvato e si è trasferita oltre confine nel 2014, dove ha collaborato con il realismo folk elegante e gentile di Edwin Allin (che ha registrato peraltro l’album della nostra cantante). Ora si è messa in proprio e confeziona trame di intimismo dream pop, condite da minimalismo elettronico e arpeggi di chitarra acustica. Dolcezza, ma anche concretezza nei testi e nelle idee di scrittura, evocative di una sobria dissertazione che parte da tensioni autobiografiche.
Charlotte Bridge sale così sulla carrozza delle giovani cantautrici con anime attaccate dalla malinconia e dal torpore terapeutico di suoni sintetici e acustici. La scrittura dell’italo- lussemburghese è infatti paragonabile a quella di una Tonra (cantante dei Daughter), anche se meno disperata e negativa. A differenza di altre interpreti italiane, Elisa Rossi su tutte, Charlotte usa esclusivamente l’inglese, servendosi di suoni laptop gentili in stile Birthh.
L’Ep è aperto dall’urgenza di Now Now, fiaba invernale resa speciale da basi elettriche miste a acustica vicina a Joanna Newsom. Spigoli che si dileguano e amore per la profondità vocale, per un’artista che rimpiange di non aver spiccato prima il volo fuori dai confini della triste penisola. Spotless Mind è il brano che ricorda basi alla The xx, per un immacolata danza nella nebbia cha ama back vocals e mette da parte la chitarra a favore del laptop. L’intimità folk ritorna in Go with the flow, brano adatto a levigare ferite e a concretizzare un idioma in una ballad fragile. To youg to sleep mostra addirittura le linee di pianoforte, sempre mescolate alla rilassata voce di una singer che torna a utilizzare voci di sottofondo per creare atmosfere sognanti. L’ultimo passaggio verso l’ispiratrice nebbia del granducato centro europeo ce lo da Deadline, degna nota di chiusura in chiave sadness core per un primo lavoro che mette in luce il talento e voglia di fare di una cantante minuta e profonda come Charlotte Bridge.

Testo a cura di Andrea Alesse

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