Indie italiano che passione  episodio 5: Angelo Sicurella e Be a bear

Indie italiano che passione episodio 5: Angelo Sicurella e Be a bear

Due lavori nascosti di due autori girano ora in solitudine, con contenuti interessanti e poliedrici.

Autore: Angelo Sicurella
Album: Orfani per desiderio vol. 3
Etichetta: Urtovox
Ufficio stampa: Unomundo
Volume numero 3 del lavoro solista di Angelo Sicurella, palermitano già con Omosumo e ora dedito ad un synth pop cantato in italiano dagli alti contenuti emotivi e sociali, ma non banalizzati o macchiati da eventi slogan. Dopo la strage dell’ottobre 2013, 350 naufraghi migranti morti in preda ad un mare calmo a Lampedusa,  Angelo Sicurella decide di dare vita ad una trilogia collaborando con altri artisti palermitani, per un progetto più ampio della musica. Una testimonianza che riconosce la sperimentazione sonora e che, dopo i due precedenti volumi del dicembre 2015 e dell’aprile 2016, apre a tre brani e alla bella copertina di Lorenzo Passantante e al video di Manuela di Pisa per il primo brano: Qui il cielo è Strauss. Dietro tessiture pop analogiche c’è il racconto del naufragio, di una vita che perde per un gioco di dadi andato a male nei pressi di un isola famosa per il turismo. Melodia accattivante e elettronica, per un autore completo che fa tesoro delle precedenti esperienze di sonorizzazione cinematica, aprendo anche ad un finale electro soul con voce femminile d’accompagno. Klaus, seconda traccia, non poteva non avere una sonorità kraut, rivista in chiave melodica italiana e con accenni di dance elettrica. Un altro brandello di storia del mondo di Angelo Sicurella, a tratti vicino a echi di Justice nel sottofondo. Per chiudere, il palermitano propone Sopra, velata tessitura più cantautorale che riflette su episodi narrativi e misteriosi, tra inquisizioni moderne e sangue dal cielo che cade inascoltato. Un grido di dolore in musica, accattivante e vero come Sicurella. Detto questo, cercate e fate vostri i precedenti volumi di Orfani per desiderio.

***

Autore: Be a Bear
Album: Time
Etichetta: La sete Dischi
Perché solo quattro pezzi? Perché solo un Ep? Be a Bear colpisce nel segno con un nuovo lavoro dopo le fatiche di Push e Bah. Dietro la maschera d’orso, si cela l’ex ska punkers bolognese Filippo Zironi (già con la band Le braghe Corte), ora interprete di un sound originale e visionario. Immagini e passione elettro pop con inserti di field recording e voci, per andare incontro ad un universo ballabile e sintetico. Questo è Time, sagace sin dalla titletrack, tropicana canzone dalla presa alla The Postal Service, con elettronica pop alle spalle di strumenti semplici come keyboards. Wine or Beer porta in dote un ritmo cadenzato e legato a chitarra e synth, molto godibile ed esplosivo. La ricerca sonora aiuta invece Wake up, legato a certa elettronica del tipo Fleischmann, giro Morr Music. Registrazioni e velate architetture electro in un mare di sapori umani, prima della finale My Everest, conclusivo viaggio dell’orso che utilizza stavolta spigolature molto attuali (Nularse), sincere e creative come il suo nascondersi dietro la maschera.

Andrea Alesse

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