Il cuore rock degli Hope You’re Fine Blondie risuona con Quasi

Autori: Hope You’re Fine Blondie
Album: Quasi
Etichette: Dischi Bervisti, Dischi Soviet Studio, Sisma

Hope You’re Fine Blondie, trio rock. Descrizione cruda ma reale di chi si diverte a comporre musiche mai obsolete, con attitudine e voglia di far suonare la distorsione. Producono Quasi, composizioni sentite in prima persona in un metabolizzarsi dell’impostazione fratricida dell’umano essere. Una metà, un quasi per l’appunto; suonato con testi in italiano e accordi di puro rock con derive a tratti stoner. 10 pezzi tirati con attenzione alla composizione derivante dalla propria viscerale esperienza, già al terzo disco e supportata da una scena trevigiana che si riunisce in SISMA, un collettivo di musicisti, promoters e feticisti di musica che cooperano per promuovere la ricerca e l’indipendenza artistica mantenendo salde le radici nella città di Treviso.
Gli Hope You’re Fine Blondie suonano quindi crudi e chiari sin dalle poche parole sputate fuori in Irene, con voce roca e manifesto di un incontro voluto tra sentimenti rock e amorosi. Un unione che diviene forte e presente in La tua collera, dove linee di piano sostituiscono le distorsioni per rendere le melodie ancora più dense di risultato. Uno die pezzi più riusciti è Agave, incontro con mito e poesia ed esaltazione rock che corre sui binari di Nick Olivieri.
Ne Il Verme si sentono probabili amori per il suono metallico, con poche elucubrazioni e sostanza persa in un groove assordante. La copertina con l’uomo con la pistola si manifesta in I Matti non invecchiano, strumentale giro di riff che fa muovere le chiappe in un acid rock dove risuonano le forze del basso, collante naturale del power trio. La presa acustica conquista Cara Mia lei (oltre che la finale Nel grembo), con schitarrate semplici risuonate ad alto volume in un addio celebrato sotto suoni tristi e diretti.
Paolo Forte, Nicola Gubernale e Luca Ramon (questi in sintesi gli Hope You’re Fine Blondie) amano anche attaccare qualche back vocals in Grand Guignol, sporco brano che non esce incolume da un tritarifiuti blues rock mischiato alle tendenze siucide di ritornello alla Picturebooks.
Se cercate gente che si consuma in sala prove e amate suoni diretti gli Hope You’re Fine Blondie sono lì ad aspettarvi.

Testo a cura di Andrea Alesse



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