C’è un momento preciso in cui chi ascolta smette di chiedersi se ciò che sente provenga da una sei corde o da un oscillatore impazzito. Quell’attrito metallico, quel graffio chirurgico sui pickup e l’uso percussivo del killswitch costituiscono da oltre tre decenni il marchio indelebile di uno dei musicisti più riconoscibili del panorama rock mondiale. Con l’uscita di Tom Morello con Everyone Gets Everything They Want, il chitarrista di Rage Against the Machine e Audioslave archivia la parentesi crossover/EDM della trilogia The Atlas Underground e rimette al centro la purezza del legno, dei coni saturati e del groove compatto.
Pubblicato venerdì 25 settembre 2026 per l’etichetta Mom + Pop Music, questo quinto capitolo solista in studio è un’opera articolata in 12 tracce serrate che cattura l’energia ruvida del palco e rigetta le patine digitali tipiche delle produzioni da classifica.
Tom Morello ed Everyone Gets Everything They Want: l’esordio di Roman Morello
Se l’identità timbrica rimane ancorata alle radici dell’attivismo alternativo anni Novanta, la svolta più dirompente dell’album risiede nella dinamica familiare. In fase di scrittura e imbracciando lo strumento compare infatti il quindicenne Roman Morello, già distintosi per doti tecniche precoci.
L’interazione tra padre e figlio rifugge ogni sterile compiacimento: episodi come Soldier in the Army of Love e Date Night poggiano su serrati scambi solisti, dove l’incedere ritmico e sincopato fa da contraltare allo shredding fluido e moderno del giovane talento. Un passaggio di consegne genuino, lontano da pose manieriste, che conferisce all’intero lavoro una tensione palpabile.
Le collaborazioni: da Serj Tankian ai Kneecap
In linea con la sua storica propensione alle sinergie artistiche, la scaletta raccoglie ospiti selezionati con rigore tematico ed estetico:
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“Adjourn It” (feat. Serj Tankian & Roman Morello): Il culmine drammatico dell’opera. Il timbro teatrale del cantante dei System of a Down si staglia su un mid-tempo metal cupo e serrato, composto a sei mani per denunciare lo stallo etico e democratico odierno.
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“Unconquered” (feat. Kneecap): L’incontro con il collettivo hip-hop di Belfast innesca un corto circuito tra rap militante bilingue e funk-metal abrasivo, riesumando l’impeto primordiale delle origini.
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“Everything Burns” (feat. Beartooth): Un affondo nel metalcore più aspro, in cui lo screaming abrasivo di Caleb Shomo imprime un’accelerazione violenta al minutaggio, trasformando l’inquietudine sociale in catarsi pura.
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Dalla guerriglia partigiana al disincanto sociale
Sul piano concettuale e lirico, il disco non cerca mediazioni. Brani come la title track e They Can’t Kill Us All denudano le contraddizioni del modello capitalista e il senso diffuso di disorientamento. In Date Night, il musicista scava nella memoria storica del secondo conflitto mondiale, rievocando le azioni di sabotaggio condotte da giovani partigiane olandesi contro i comandi d’occupazione.
A completare la veste del progetto interviene lo scatto di copertina firmato da Danny Clinch: un ritratto privo di ritocchi, giocato su contrasti duri e una scala di grigi profonda che rispecchia appieno la natura analogica delle sessioni di registrazione.
Tracklist del Disco
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Beth From Electronics
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Everyone Gets Everything They Want
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Adjourn It (feat. Serj Tankian & Roman Morello)
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I Am Not Yours to Command
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Soldier in the Army of Love
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Unconquered (feat. Kneecap)
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Date Night
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The Last Rung on the Ladder
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Everything Burns (feat. Beartooth)
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Pretend You Remember Me
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Untethered
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They Can’t Kill Us All
