Secondo sold-out per gli hate my village a Bologna

I primi due concerti dopo una lunga pausa, le prime due occasioni per ascoltare dal vivo il nuovo visionario e ipnotico lavoro della band.
Gli I Hate My Village sono tornati  in concerto e lo fanno sul palco del Locomotiv, il live club della loro nuova etichetta, in occasione di Express Festival.
 
Gli I Hate My Village, superband formata da Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari (Verdena).
Questi sono i primi due concerti dopo una lunga pausa, sono in tour per presentare dal vivo in anteprima nazionale Nevermind the Tempo, il nuovo album uscito venerdì 17 maggio per Locomotiv Records, anticipato dai singoli Water Tanks e Artiminime.
 
Il Festival procederà il  24 maggio, quando nel locale della Bolognina arriverà Willie J Healey, il cantautore dell’Oxfordshire, diventato, nell’ultimo anno, l’artista più amato da band come gli Arctic Monkeys e gli Idles.
 
A Express porta il suo recente lavoro, Bunny, un omaggio caldissimo alle atmosfere soul, funk e r’n’b degli anni ’70, un’opera fisica, ad alto tasso di sensualità, che, come ha detto lui stesso, deve tutto all’ascolto di un disco poco conosciuto della vasta discografia di David Bowie, The Gouster, uscito nel 2016 e pensato come un viaggio nelle profondità tribali della musica nera.
 
Di grande interesse, forse la proposta più interessante e originale del festival, è lo spettacolo di Nils Frahm, ospitato il 28 maggio dal Teatro Duse. Si tratta di un compositore e virtuoso del pianoforte berlinese, ‘Day’ è il suo ultimo disco, espressione di quella scena che viene definita ‘neo classica’, tra rigore della partitura e suggestioni d’ambiente. Musica che viene trasportata in una dimensione futuribile, grazie all’uso di una grande quantità di strumenti analogici.
 
Il festival prosegue il 29 maggio al Locomotiv con Alfa Mist (in collaborazione con Bologna Festival). Alfa Sekitoleko, proveniente da quartieri est della capitale inglese, diventati veri laboratori sonori a cielo aperto, mescola jazz e hip hop, elettronica e improvvisazione, con una forte attenzione per la consapevolezza sociale e la convinzione che la musica possa aiutare l’inclusione e il superamento di ogni barriera. Finale il 30 maggio, sempre al Locomotiv, con gli Irreversible Entanglements, collettivo americano innamorato della poesia declamata come fosse rime rap e dei grandi nomi del free degli anni 70.
 
Nella rassegna proporranno le composizioni dell’album Protect Your Life, pubblicato da una delle etichette di riferimento del jazz internazionale, la Impulse!
 
Un ringraziamento particolare allo staff del Locomotiv club di Bologna 
Foto di Elisa Magnoni
 
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