Michael Stipe ha presentato a Roma il suo secondo libro fotografico

Michael Stipe, artista dalla personalità poliedrica, ha incontrato in esclusiva il pubblico del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, per la prima presentazione in Italia di OUR INTERFERENCE TIMES: a visual record (Damiani, 2019), il suo secondo libro di fotografie dopo Volume 1 (Damiani, 2018).

In questo “disco per immagini”, creato insieme allo scrittore e artista Douglas Coupland, Stipe si interroga su come la cultura analogica, che rappresenta il nostro passato, interagisca con la cultura digitale, che domina il nostro presente e il nostro futuro. Le fotografie presentate nel libro provengono dal vasto archivio scattato da Stipe: in un caleidoscopio di pixel e mezzitoni ricordi visivi del passato si alternano a tracce di una nuova memoria ancora in divenire. L’interesse di Stipe per la fotografia ha avuto inizio durante gli anni della sua adolescenza, ed è proseguito con gli studi d’arte all’università, ben prima di diventare una star mondiale grazie alla sua musica.

“Ho scattato foto per tutta la vita. – ha raccontato Stipe in una recente intervista con Dario Pappalardo, giornalista di Repubblica che lo affiancherà nell’incontro al MAXXI – Saranno centinaia di migliaia, non esagero. Per me rappresentano il panorama emotivo e visivo di quest’epoca di transizione e caos: questo libro è la cosa migliore che abbia fatto finora. Dalla musica ho imparato che, per spiegare tutto, un artista tende a sminuire ciò che fa. Ho sempre combattuto per tradurre in parole, in canzoni, le immagini che ho in testa. Le foto sono più dirette, contengono risposte, non vanno descritte.”

Michael Stipe, artista, producer, autore, cantante; per 31 anni è stato il frontman dei R.E.M., con i quali ha venduto più di 100 milioni di dischi; ha prodotto oltre 25 film, tra cui Essere John Malkovich e Velvet Goldmine e come produttore musicale ha collaborato con innumerevoli artisti tra i quali, solo per citarne alcuni, Vic Chesnutt, Fischerspooner e Flash To Bang Time.

Un ringraziamento a Damiani Editore e a Letizia D’Amato per il graditissimo invito

Foto di Giuseppe Maffa

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