Ligabue e 150.000 sogni di Rock’n Roll!

Campovolo (RE), 19 Settembre 2015
Oltre 3 ore e mezza di musica ininterrotta, per celebrare i 25 anni di appassionata carriera, questa la promessa mantenuta da Ligabue. A partire da ieri, il pubblico di circa 150.000 persone ha potuto beneficiare di un intero villaggio per iniziare i lunghi festeggiamenti all’insegna del Rock made in Correggio.

“Non potevamo scegliere un posto diverso”, questa la frase pronunciata dallo stesso artista in una recente intervista, riferendosi a Campovolo, la meta designata per il grande evento; luogo per il quale Ligabue nutre un particolare affetto risaputo.
Si respira l’atmosfera di famiglia questa sera, circondati dai dialetti di tutta l’Italia, da genitori con i propri figli, ma anche nonni e tanti ragazzi. Più volte con fare disinvolto e solare Ligabue, ha commentato lo show come “un lungo karaoke, in cui non ha potuto inserire tutte le canzoni, per problemi di tempo”; ben consapevole che il suo pubblico non solo ama i suoi brani, ma li sente sotto pelle e ne conosce ogni strofa ogni sfumatura, come di un buon amico.
Ligabue è noto per raccogliere l’affetto di un numero spesso da record di partecipanti e questa festa è decisamente quella dei grandi numeri: 25 anni da Ligabue, il suo primo album; 20 dal quinto, Buon compleanno Elvis ed 1, l’anno di tournée mondiale di Mondovisione, che lo ha visto calcare alcuni tra i palchi più stimati del globo… ma continuando, 7.5 milioni è l’incasso lordo della serata, 2 milioni sono i Watt che alimentano l’impianto audio stellare ed 1 la Fender Telecaster ’72 Custom creata appositamente per l’occasione in collaborazione con Casale Bauer, personalizzata nell’intarsio dalle iniziali del cantautore.

Alle 20:30 in perfetto orario, si rompono gli indugi e tra le urla del pubblico, s’illumina sul grande monitor dietro al palco, la scritta: ClanDestino, inizia così, Ballando sul mondo la lunga maratona rock, col sorriso di un Ligabue in grandissima forma, solare, auto-ironico e visibilmente felice di ricevere questo immenso abbraccio d’affetto del suo pubblico: “Ciao a tutti – esclama – ma proprio a tutti sulla fiducia, perché da qui non riesco a vedere la fine”. Passando da Bar Mario a Non è tempo per noi, suonato per la prima volta in assoluto come nell’incisione autentica del disco, per giungere a Sogni di Rock’n Roll e Marlon Brando è sempre lui, in cui con affascinante simpatica il Liga ha commentato: “Vi ricordate quando ho toccato la mia punta massima di tamarraggine indossando il gilet di cavallino? Questa sera sarò ancora più tamarro, perché ne ho uno simile, ma è sintetico!” e ripercorrendo il palco imbraccia la chitarra per eseguire Sogni di Rock’n Roll, “sapete – aggiunge – tutte le mie canzoni sono figliocce di questa qua”.
Radio Radianti, dopo 25 anni viene riproposta nella versione integrale e passando per Freddo cane in questa palude, Angelo nella nebbia e figlio d’un cane, si conclude la prima parte della serata, che ha ripercorso tutte le tracce del primo album “Ligabue” del 1990. Alle 21:30, mentre il freddo umido inizia a sentirsi in questa distesa immensa, che è Campovolo, un gigantesco Elvis troneggia sul palco, si accendono le luci ed entra LaBanda: Fede Poggipollini e Mel Previte alle chitarre, Antonio “Rigo” Righetti al basso e Robby “Sanchez” Pellati alla batteria. Un tuffo indietro nel 1995, a Buon compleanno Elvis, Vivo morto o X, Seduto in riva al fosso, Buon compleanno, Elvis! per arrivare a La forza della banda quella che Ligabue definisce il suo Manifesto, “ascoltate le parole, se non le ricordate, le canteremo e qui dentro c’è tutto quello che ho sempre voluto fare”. E poi si continua con Hai un momento, Dio?, Rane a Rubiera Blues, per esaltarsi in tripudio sulle lunghe note d’assolo di Poggipollini di Certe notti, tra i sorrisi di Ligabue, che percorre il palco visibilmente commosso, felice di osservare il suo pubblico, che è davanti a lui con migliaia di luci di cellulari accese, ma è anche sul monitor del palco, insieme a quelle immagini di vecchi articoli, di copertine di CD, come in un album dei ricordi, intimistico ed intriso di emozioni vissute attimo dopo attimo, di consapevolezza. Sono circa le 22:30, quando Il Gruppo dà il via alla 3a ed ultima parte del mega show, Michael Urbano, Davide Pezzin, Niccolò Rossini, Fede Poggipollini e sempre Lui, sempre Il Liga… con il primo singolo C’è sempre una canzone dell’album Giro del Mondo, per un’altra buona oretta il pubblico può assaporare alcuni tra i brani della produzione più recente, “Il meglio deve ancora venire” ed un Muro del suono che continua a sfondarsi stanotte, sotto il cielo che inizia a tuonare, tra le persone presenti che si stringono ed i ricordi di quelle care, come Pino Daniele, Jannacci, Sordi, Pertini che compaiono sul monitor, Tra palco e realtà, In un giorno di dolore che uno ha, attendendo i fuochi d’artificio dopo essersi commossi Con la scusa del Rock’n Roll.
Una notte da ricordare, come una nota, sotto il cielo del Rock!

Testo a cura di Elena Arzani

Si ringraziano Parole & Dintorni e F&P Group per il gentile invito.

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