La pioggia non ferma il flauto dei Jethro Tull

La pioggia non ferma il flauto dei Jethro Tull

Il Vallecamonica Summer Music, dopo Francesco Gabbani, è proseguito domenica 7 agosto con una leggenda del prog rock inglese: allo Stadio Tassara di Breno sono arrivati i Jethro Tull, ancora on the road dopo mezzo secolo di musica per presentare dal vivo il nuovo album «The Zealot Gene», il primo di inediti da 18 anni a questa parte, uscito a gennaio. E neanche un cielo minaccioso e la pioggia, caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio del concerto, sono riusciti a fermare i più di 1500 fan della più longeva prog rock band britannica.

 

Alle 21.20, accompagnati da un medley pre-registrato di loro brani, i 5 della band si presentano sul palco; Ian Anderson veste il suo classico gilet nero con fazzoletto al collo e ha in mano l’immancabile flauto traverso; gli altri 4 membri sono: David Goodier al basso, John O’Hara alle tastiere, Scott Hammond alla batteria e Joe Parrish alle chitarre. Oltre ai rispettivi strumenti, ognuno di loro contribuisce occasionalmente a cantare i cori, e in particolare Parrish in più brani funge da seconda voce duettando con Anderson.

 

I Jethro Tull apparvero per la prima volta con questo nome nel 1968 nel famoso Marquee Club di Londra e da lì riuscirono a creare immediatamente un largo seguito, suonando su e già per l’Inghilterra. Il vero successo – anche un po’ a sorpresa – arrivò al Sunbury Jazz e al Blues Festival nell’estate del 1968. I Jethro Tull registrarono e pubblicarono il loro primo album, This Was, con la formazione originale con Anderson, Cornick, Bunker e Abrahams. Dopo la sostituzione di Mick Abrahams con Martin Barre, circa altri 30 musicisti si sono avvicendati nelle fila dei Jethro Tull, marchio che sopravvive fino ad oggi e dura nel tempo: Ian Anderson si esibisce con la band in genere per circa un centinaio di spettacoli ogni anno in tutto il mondo.

La storica prog band britannica ha pubblicato The Zealot Gene il 28 gennaio. Il disco, anticipato dalle release Shoshana Sleeping e dalla title track, è stato descritto da Ian Anderson come un insieme di riflessioni su temi e concetti biblici. “Anche se nutro un’autentica passione per lo sfarzo e la narrazione fiabesca del Libro Sacro, sento ancora il bisogno di mettere in discussione e disegnare paralleli a volte sacrileghi del testo”.

 

Dopo la tappa di Breno, terza data italiana dell’estate, il tour dei Jethro Tull si sposterà a Forte dei Marmi, per poi proseguire all’estero.

 

Si ringraziano Nina Molica Franco e Ilaria Chinelli di BPM Concerti per il gradito invito. 
 
Selezione Foto della serata a cura di Ferdinando Bassi:
 

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