Julia Holter in Italia. Live e foto report delle due date di Milano e Ferrara

Cantante e produttrice, compositrice e personaggio di uno spessore emotivo importante. Julia Holter è arrivata in Italia per due date, al Circolo Magnolia di Milano il 23 giugno, e a Ferrara per la rassegna Ferrara sotto le stelle il giorno dopo.

Una mentalità oscura e coinvolgente quella di Julia Holter, che trasforma la sua voce in una modello amplificato di resurrezioni personali e giochi di ruolo musicali, il tutto  con la sua “magica” orchestra. Una squadra molto articolata, in cui si muove un collettivo di sei persone e una voglia di suonare liturgici e suggestivi. Il set del live della Holter è difatti un avamposto di produzione di pop barocco costruito non per caso, ma creato per solidarizzare con gli acuti della cantante originaria di Los Angeles, e per suggerire agli spettatori una via d’uscita dalle liriche facili e dai giochetti musicali a basso contenuto.

Una tromba rende ispida l’aria, avvolta dalla scelta di Julia Holter di suonare le tastiere spesso con toni gotici, mentre un contrabbasso e un violino creano l’atmosfera artistica per celebrare una sorta di rito pagano, in serate d’inizio estate che prendono il sopravvento emotivo durante una catarsi speso costruita sulle note delle canzoni dell’album “Have You in My Wilderness”.

Ci sono affondi di batteria quasi esoterica nel live di Julia, e addirittura una cornamusa che si alterna ai synth cupi, mente l’ossessiva ripetizione delle liriche di I Shall Love pt.1, brano maiuscolo del quinto album, è misteriosa e prorompente. In uno show dal vivo, capisci meglio la sensibilità e lo studio della nostra artista, amante delle tragedie greche e di un art pop costruito per restare, con in testa gente del calibro di Amanda Palmer. La sua voglia di sperimentare, e giocare sul filo della poesia, è tale da potare Julia Holter a cantare anche un brano in italiano, dimostrando un amore e un rispetto per i suoni del luogo che la ospita, cantati da sola con l’ausilio di un leggio.

Le pause del suo show, al limite del performativo, sono l’essenza della cura con cui la cantante crea ritmi profondi e mai umorali, arrivando a toccare medievalismi neo-classici alla Anna von Hausswolff, e cercando nella commistione tra suoni di ottone e di archi un paradiso perduto nei meandri della storia umana, ora preda della sua anima gentile.

Grazie a Comcerto , Circolo Magnolia (data di Milano) e a allo staff di Ferrara sotto le stelle  (data di Ferrara) per il gentile invito.

Vi lascio alle foto del nostro Carlo Vergani nella data di Ferrara.

Testo di Andrea Alesse (report data di Milano)

Julia Holter

Ginevra

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