Jinjer: la recensione del concerto ai Magazzini Generali!

I Jinjer hanno fatto di nuovo il tutto esaurito ai Magazzini Generali dopo aver cambiato location per via della grande richiesta, probabilmente neanche loro si aspettavano un così grande successo in Italia.

A scaldare il pubblico ci hanno pensato per primi gli Space of Variations,  gruppo di nicchia Ucraino molto promettente con sonorità metal core e break down spaccaossa. Il frontman Flo e il suo inseparabile giubbotto anti-proiettile riescono a tenere testa al palco, sapendo accendere l’audience. A seguire i Khroma, band finlandese di stampo djent che però strizza l’occhio all’elettronica, purtroppo non sono riusciti ad esaltare il pubblico, che per gran parte del concerto è stato freddo con qualche timido “headbanging” nelle retrovie solo su qualche canzone.

Dopo due gruppi ancora acerbi ma con grandi potenzialità, sono saliti sul palco i The Agonist gruppo canadese con qualche anno in più alle spalle.
Hanno voluto aprire con In Vertigo, singolo del nuovo album, così infiammando il pubblico.

Vicky la frontwoman del gruppo ha padroneggiato il palco con i suoi passaggi canori dal growl e scream fino a un canto pulito e limpido, il tutto corredato da danze del ventre a ritmo di break down, insomma una delle frontwoman più affermate nel death metal, non facendo sentire minimamente la mancanza di Alissa White-Gluz (ex vocalist dei The Agonist). 

Quando è finalmente giunto il turno dei Jinjer, si sono abbassate le luci lasciando spazio a un conto alla rovescia proiettato sui mega schermi alle spalle del palco mentre risuonava dalle casse “Micro” brano dell’omonimo EP.

Così minuto dopo minuto, il gruppo ucraino aveva già esaltato il pubblico prima ancora di salire sul palco. Quando finalmente Tatiana Shmaylyuk ha fatto la sua entrata in scena sulle note di “Teacher Teacher” infervorando i Magazzini Generali, il pubblico ha scatenato tutta la carica e l’adrenalina accumulata con i gruppi di apertura e ha accompagnato per tutta la sera i Jinjer con mosh-pit e crowd-surfing degni di arene ben più blasonate.

Durante il concerto, i quattro non hanno lasciato a bocca asciutta nessuno, suonando sia i brani del loro ultimo album “Macro” sia i brani che li hanno resi  famosi come “Perennial”, “I Speak Astronomy” e “Retrospection”, quest’ultimo cantato nella loro lingua originale. Per chiudere il concerto il gruppo ha voluto regalare al pubblico due brani tra i più amati, “Pisces” e “Captain Clock”.

Ancora una volta gli ucraini ha dimostrato la loro bravura nei concerti (a mio modesto parere sono meglio dal vivo che in studio), sottolineando la capacità  canora di Tatiana che definirei camaleontica, passando dal growl, che fa invidia a qualsiasi cantante metal core, fino ad arrivare a un canto cristallino, senza sbavature. Per concludere la serata i Jinjer hanno voluto fare la loro foto di rito col pubblico prima di lasciare il palco, sommersi dagli applausi dell’audience.

Jinjer’s setlist

Teacher, Teacher
Sit Stay Roll Over
Ape
Judgement (& Punishment)
I Speak Astronomy
Dreadful Moments
Who’s Gonna Be the One
Retrospection
Perennial
On the Top
Pit of Consciousness
Just Another
Words of Wisdom
Encore:
Pisces
Captain Clock

 

Si ringrazia Elisa Galli di BAGANA MUSIC AGENCY per i graditissimi inviti  http://www.baganamusic.com/

Testo a cura di Alessandro Cosa, fotografie di Stefano Cremaschi

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