Ghemon accende la notte del Vittoriale

Domenica 14 luglio, Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani.
Manca poco all’inizio del prossimo appuntamento di Tener-a-mente, con protagonista il rapper-cantautore Ghemon (nome d’arte di Giovanni Luca Picariello). Ma c’è ancora spazio, c’è ancora tempo: ecco che sul palco compare la giovane e talentuosa Marianne Mirage, cantautrice italiana che si esibisce aprendo il concerto.
Sono ormai le 21 quando il tempo volta al peggio, e un temporale estivo si abbatte sul Vittoriale, costringendo gli spettatori a rifugiarsi al chiuso. Le condizioni meteorologiche non accennano a migliorare, mentre lo staff chiede pazienza, stanno mettendo in sicurezza gli impianti.
Ma nemmeno la pioggia a catinelle e la lunga attesa bastano a spegnere l’entusiasmo per il giovane artista hip hop, reduce dall’edizione 2019 di Sanremo. Finalmente alle 22:30 Ghemon riesce a salire sul palco, accolto con applausi e urla che già dimenticano le condizioni meteorologiche avverse.
Picariello saluta il pubblico con Impossibile, e gli spettatori già tengono il tempo battendo le mani, trascinati dal ritmo irresistibile.
Il rapper passa in rassegna la sua carriera, da Quando imparerò (tratto da ORCHIdee, 2014) a Mezzanotte (Mezzanotte, 2017), da Criminale emozionale (2018) a Rose Viola (Sanremo 2019). Con la verve tipica dell’hip hop canta il disagio e la rabbia della sua generazione, dal pericolo del vuoto nichilista (Pomeriggi svogliati) alla difficile ricerca di autonomia (Bellissimo).
Lo stile è personalissimo e accattivante, un notevole senso del ritmo si intreccia alle parole accuratamente studiate dei testi. Ghemon salta da un brano all’altro, trascinando con il suo sound il pubblico, già così fedele da resistere sotto la pioggia incessante. Sintonia confermata quando si rivolge direttamente alla platea, ringraziando per la pazienza e il sostegno, a cui rispondono urla e ovazioni.
Ma è già il momento del gran finale, per cui viene scelto molto opportunamente Un temporale, già certificato disco d’oro. Nonostante il maltempo il pubblico richiama il cantante con grida e fischi, finché Ghemon riappare sul palco per il bis: Scusa e Dopo la medicina, per poi congedarsi definitivamente.
Un mix particolare, Vittoriale e rap, così come è particolare l’accoppiamento fra quasi-poesia e hip hop, ma tutto funziona, il risultato è una serata indimenticabile per tutti i fan di Picariello, resa possibile grazie alla tenacia del cantante e dei suoi sostenitori.

Grazie a Ja-La per l’invito.

Testo a cura di Anna Travagliati

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