Federico Buffa al Duse di Bologna con il suo spettacolo Amici Fragili

Federico Buffa al Duse di Bologna con il suo spettacolo Amici Fragili

Per raccontare lo spettacolo di Federico Buffa comincerei con il prendere una figurina Panini e un 45 giri .

La figurina chiaramente è quella di Gigi Riva e il disco è quello di Fabrizio De Andrè.

Dentro questo spettacolo che racconta l’incontro tra due mostri sacri del calcio e della musica italiana, vi è un percorso straordinario su quello che è stata l’Italia nel primo dopo guerra.

Come in tutti i monologhi di Federico Buffa ci sono mille riferimenti a cose e a fatti che girano intorno alla sua vita privata con il padre super tifoso del Genoa, che per amore si dovette convertire al Milan, alla storia triste e ancora attuale di Liliana Segre deportata e sopravvissuta ad Auschwitz o alle mirabolanti gesta dei giocatori sudamericani .

La cosa che mi ha colpito di più però è proprio il connubio tra queste due storie del cantante che racconta le gesta degli invisibili ed il campione che aiuta un’intero popolo a rinascere grazie al calcio.

Sono storie che oggi non possono essere scritte per colpa del Mondo che è cambiato radicalmente in pochissimi anni.

Tra un bicchiere di scotch ed una sigaretta, tra un europeo vinto ed il racconto per la passione comune delle belle donne si intrecciano in due ore fatte di passione ed emozione.

Sicuramente sono due personaggi che non passeranno mai di moda, perchè di moda non lo sono mai stati.

I gol di “Rombo di Tuono” e le canzoni di “Faber” rimarranno per sempre perchè sono immortali o come dicono quelli bravi …GOAT.

Tutto questo è molto di più è stato lo spettacolo dello storyteller più famoso d’Italia dove lo sport incontra la musica e viceversa.

La musica e lo sport sono due mondi che vanno di pari passo e molte volte si incontrano, raccontando storie che magari in poche persone conoscono e che grazie a Federico Buffa possono essere raccontate al grande pubblico.

 

Il tour prosegue con queste date:

Un ringraziamento particolare allo staff del Teatro Duse di Bologna

Foto di Carlo Vergani

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