Se Kurt Cobain non fosse morto, Dave Grohl sarebbe diventato comunque “Dave Grohl”?

Dalle prime canzoni registrate in segreto all’offerta di Tom Petty: cosa dicono i fatti e cosa sarebbe successo se i Nirvana non si fossero fermati nel 1994.

C’è una storia che viene ripetuta molto spesso: Dave Grohl era solo il batterista dei Nirvana; poi, dopo la tragica morte di Kurt Cobain nell’aprile del 1994, ha preso in mano la chitarra per superare il dolore e si è inventato da zero una carriera da rockstar negli stadi.

È una bella narrazione, ma non corrisponde alla realtà dei fatti. Le registrazioni dell’epoca e le testimonianze dirette dimostrano che il talento di Dave come autore c’era già prima, e che la sua strada verso il palco era già segnata.

Le canzoni nel cassetto: Dave scriveva già dal 1991

Dave Grohl non ha iniziato a comporre brani per reagire alla perdita di Kurt. Scriveva e registrava musica da solo già da anni.

Nel 1992, usando il nome d’arte Late!, pubblicò su una semplice cassetta un album intitolato Pocketwatch. In quel nastro suonava tutto lui e c’erano già pezzi come Winnebago e Color Pictures of a Marigold (che i Nirvana apprezzarono al punto da reincidere come retro del singolo Heart-Shaped Box con il titolo abbreviato Marigold).

Altri pezzi storici dei Foo Fighters, come Alone + Easy Target ed Exhausted, erano stati incisi in Virginia tra il 1991 e il 1992, in una pausa dal tour di Nevermind. Lo stesso Kurt Cobain ascoltava quelle cassette: nelle interviste del 1993 ammise senza problemi che Dave scriveva riff formidabili e canzoni con un potenziale enorme. Dave non le imponeva alla band semplicemente per rispetto dei ruoli, ma il repertorio era già pronto.

I Nirvana erano comunque alla fine della corsa

Anche immaginando un destino diverso per Cobain, i Nirvana non sarebbero andati avanti ancora per molto. All’inizio del 1994 la band era logorata dallo stress, dalla pressione mediatica e da litigi continui.

Soprattutto, Kurt e Dave volevano fare cose completamente diverse:

  • Kurt voleva abbandonare il rock pesante e rumoroso per dedicarsi a sonorità acustiche, intime e lente, prendendo a modello i R.E.M. dell’amico Michael Stipe.

  • Dave, cresciuto nella scena punk ed energica di Washington D.C., aveva dentro una voglia irrefrenabile di suonare chitarre potenti, ritmi serrati e ritornelli melodici da cantare a squarciagola.

Lo scioglimento o una pausa a tempo indeterminato erano la conseguenza naturale di quella situazione. Dave, prima o poi, avrebbe dovuto camminare con le proprie gambe.

Il bivio del 1994: il no a Tom Petty per rischiare in proprio

Un fatto poco ricordato chiarisce il carattere e le ambizioni di Dave Grohl. Nel novembre del 1994, dopo aver suonato la batteria come ospite nello storico programma televisivo Saturday Night Live, ricevette una proposta ufficiale: Tom Petty gli offrì il posto fisso come batterista nei suoi Heartbreakers.

Accettare avrebbe significato scegliere la strada più comoda e sicura: uno stipendio d’oro, il rispetto di tutto l’ambiente musicale e zero rischi personali.

Dave disse di no. Preferì spendere i propri soldi per affittare sei giorni di studio a Seattle, dove registrò quindici canzoni suonando personalmente quasi tutti gli strumenti (batteria, basso, chitarra e voce). Quella registrazione, stampata all’inizio su nastro con il nome fittizio di Foo Fighters per non farsi riconoscere, diventò il primo disco della nuova band nel 1995.

Mito nei club o stella degli stadi: cosa sarebbe cambiato?

Se Dave Grohl avrebbe comunque fatto i suoi dischi, perché oggi è una delle rockstar più famose del pianeta?

  • Senza la tragedia del 1994: Dave avrebbe fondato la sua band senza il clamore morboso dei media mondiali. Sarebbe diventato un punto di riferimento della musica alternativa, molto amato nei locali, nei club e nei festival rock indipendenti, con una carriera simile a quella di Josh Homme con i Queens of the Stone Age.

  • Nella realtà dei fatti: La fine improvvisa dei Nirvana ha lasciato milioni di fan con un senso di vuoto e tristezza. In quel momento Dave è apparso come l’esatto opposto del rocker tormentato: un musicista che saliva sul palco con il sorriso, correva per due ore senza fermarsi e trasmetteva pura gioia di vivere. Il pubblico ha trovato in lui la forza per voltare pagina.

Il verdetto

Dave Grohl sarebbe diventato un ottimo cantante e chitarrista in qualunque scenario: le canzoni, la grinta e la bravura erano già lì prima del 1994.

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