Tutti vorremmo che settembre finisse presto. Un po’ perché sa di quella malinconia dovuta a qualcosa che finisce, un po’ perché porta con sé il peso di qualcosa che inizia e che non si può più rimandare. Tutti vorremmo addormentarci e risvegliarci quando settembre sarà finito ma per Billie Joe Armstrong, frontman dei Green Day, queste parole hanno sempre avuto un significato diverso.
Probabilmente l’avrete ascoltata centinaia di volte dal 2004 ad oggi, senza sapere la reale storia dietro al celebre singolo Wake Me Up When September Ends, uno dei più ascoltati in assoluto della band, che ha contribuito al grande successo dell’album American Idiot. Oggi ve la raccontiamo.
Wake Me Up When September Ends: il reale significato dietro al testo
La canzone ha un potente valore biografico per Billie Joe Armstrong. Aveva solo dieci anni quando il padre Andy morì di cancro il 10 settembre 1982. Un dolore che ha segnato profondamente l’infanzia del cantante e che ha lasciato una ferita inguaribile.
Durante il funerale del padre, Billie Joe fuggì a casa e si chiuse nella sua stanza. La madre bussò a lungo per cercare di consolare il figlio, ma lui non aprì mai la porta e si limitò a rispondere: “Svegliatemi quando settembre sarà finito”.
Una frase ricca del dolore e della rabbia di un bambino di 10 anni che ha appena perso il padre e che vorrebbe solo dormire e allontanarsi da tutto per non dover sopportar oltre quella sofferenza.
Dopo quasi 20 anni, Billie Joe è riuscito a proiettare quel dolore in una canzone. Una canzone che parla di perdita e vuoto da colmare.
Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September endsL’innocenza è finita perché la morte, il vuoto e il dolore, se la sono portata via.
Like my father has come to pass
Seven years has gone so fast
Wake me up when September endsUn accenno reale alla propria storia personale, un rimando sincero alla morte del padre.
Videoclip e interpretazioni
Diretto da Samuel Bayer (famoso per aver diretto anche Smells Like Teen Spirit dei Nirvana), il videoclip di Wake Me Up When September Ends non mostra la storia del padre del cantante, ma racconta la storia drammatica di una giovane coppia separata dalla guerra in Iraq. Un messaggio ancora più potente e universale, un manifesto sulla perdita dell’innocenza causata dalla guerra.
Il regista concepì l’idea dopo aver intervistato veri soldati che si erano arruolati condizionati dagli spot di propaganda televisiva. Il suo intento era creare “l’esatto opposto”, ossia uno spot per la pace e il libero pensiero.
Nel 2005 questa scelta suscitò polemiche e accuse, c’era chi puntava il dito contro i Green Day sostenendo che strumentalizzassero la guerra in Iraq per un loro tornaconto. Mike Dirnt, bassista della band, rispose che il rock ha un compito: scuotere la coscienza delle persone. E ancora oggi, Wake Me Up When September Ends riesce a farlo.
Articolo a cura di Alessia Barra
