The Kolors: una lenta discesa verso l’oblio?

The Kolors: una lenta discesa verso l’oblio?

Avevamo lasciato i The Kolors lo scorso autunno a Moncalieri (Torino), dove si erano esibiti nell’ambito di Ritmika. La loro performance era stata gradevole ed anche la produzione che avevano proposto lasciava presagire ad un processo di maturazione ormai completato.

All’indomani del Festival di Sanremo, dove Stash e compagni avevano per la prima volta cantato in Italiano (Frida, mai, mai, mai), abbiamo ritenuto che fosse compiuto l’ennesimo passo verso lo sdoganamento da quel timbro pressoché indelebile che i talent show imprimono sulla pelle dei partecipanti.

Così con pazienza abbiamo aspettato l’annuncio del tour per rivedere il gruppo dal vivo. Finalmente è stata annunciata la data torinese nello storico locale dell’Hiroshima Mon Amour e abbiamo deciso di andarli ad ascoltare. 

Il dimensionamento del locale, ci aveva lasciato presagire che la corsa verso il mainstream aveva avuto qualche intoppo. Dopo le migliaia di persone accorse a Ritmika, ci aspettavamo, francamente una platea più vasta ed invece la sala concerti di via Bossoli, già di per se piccolina, era a malapena riempita per metà.

La seconda delusione è arrivata gettando l’occhio sul palco, dove a parte gli strumenti e qualche raggio laser non c’erano grossi effetti speciali. A completare l’opera anche l’assenza del merchandise, che ci confermava la voglia di investire su questi tre ragazzi era andata via via scemando.

Insomma un concerto al risparmio, che anche musicalmente ci ha un po’ deluso. Intendiamoci, non vogliamo dire che The Kolors siano in assoluto una delusione (anzi possiamo affermare che sono degli onesti musicisti). ma ci piace sottolineare come l’esibizione torinese sia parsa un po’ fredda. A tratti ci è sembrato di essere ad un sound check, viste le lunghe pause (silenti) tra un brano e l’altro. Un’ora abbondante di performance, applaudita dalle irriducibili (che hanno lanciato sul palco fiori e reggiseno) ma poco coinvolgente per chi era ai piedi del palco per raccontarvi del concerto. Sappiamo che con questo giudizio ci tireremo addosso l’ira delle fan, ma la domanda che ci (e vi) facciamo è la seguente: “C’è ancora spazio per i The Kolors?”

Nel ringraziare Hiroshima Mon Amour per l’invito, vi ricordiamo la scaletta della serata.

Keep on smiling, Crazy, Love, Crystallize, My Queen, Chemical Love, No More, Why Don’t You Love Me?, What Happened Last Night.
Intermezzo musicale buio
Bis: Me Minus You, Don’t Understand, You, Frida (mai, mai, mai), I Don’t Give A Funk, Everytime. 

Testo e foto di Vincenzo Nicolello



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