I Muse a Milano, cronache da un concerto immenso

I Muse a Milano, cronache da un concerto immenso

Prima di scrivere del concerto e di come hanno suonato i Muse, ci terrei a fare una breve premessa: andare a vedere un loro live è un’esperienza diversa da qualsiasi altro show musicale. E’ come entrare in un simulatore di realtà aumentata con una story-line scritta dai fratelli Duffer.

Per chi ha già vissuto questa esperienza sa di cosa sto parlando.

Nella breve ma spero coinvolgente recensione (se così si può chiamare ) dello show, infatti, non ho quasi mai scritta la parola concerto, perché sarebbe quasi riduttiva per uno show di questa fattura.

Partiamo allora.

I Muse si sono esibiti ieri sera venerdì 12 Luglio, a San Siro, nello storico stadio Meazza. Dopo che i Mini Mansions e i The Amazons hanno scaldato per bene il pubblico, la band inglese è entrata in scena con “Algorithm”, per poi proseguire con “Preassure” singolo del loro ultimo album Simulation Theory, scatenando la folla e coinvolgendola, con la verve da “animale da palco” che contraddistingue Matthew Bellamy, frontman del gruppo.

Lo show è stato caratterizzato da spettacoli di luci, acrobati, robot-scheletri giganti, e atmosfera sci-fi. Per non parlare degli strumenti che permettono effetti psichedelici soprattutto da ascoltare, ma anche da vedere, creati appositamente per Matthew e per Chris. Tuttavia, l’effetto speciale più emozionante di tutti è stato quello non programmato, ossia il coinvolgimento del pubblico, che ha supportato il gruppo per tutto il tempo, con cori, applausi e persino come base musicale durante i classici come “Supermassive Black Hole” e “Time is Running Out”.

La performance del gruppo è stata incredibile, senza incertezze o sbavature, creando una carica adrenalinica senza eguali. La foga era tanta in Matthew, che ha persino scaraventato la sua chitarra più volte da una parte all’altra dello stage (da chitarrista devo ammettere che mi ha fatto un po’ male).

Per concludere, i Muse hanno (nuovamente) dimostrato di essere uno dei gruppi più scenografici e teatrali della scena della musica Rock e Psichedelica del ventunesimo secolo, molto vicini al pubblico, coinvolto emozionatamente dall’inizio alla fine.

Testo di: Alessandro Cosa

Foto di: Romano Nunziato

Si ringrazia Live Nation per il graditissimo invito.

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