Disco della settimana: “There will be no intermission” di Amanda Palmer

AMANDA PALMER

There will be no intermission

Cooking Vinyl/Eden

 

Potrei parlarvi del suo passato burrascoso, delle sue scelte di vivere in una cooperative artistica, ma anche della sua attività di manichino umano. Potrei ricordarvi del cabaret artistico e musicale dei The Dresden Dolls di cui era la voce, ma anche stare qui a dissertare sulla sua attività fi fotografa e illustratrice.

Amanda Palmer è un’artista che ama superarsi, e che ora ritorna dopo sei anni con un disco intimo e personale, in cui si intrecciano dolore e senso della vita, morte  e aborto, ma anche malattia e superamento delle barriere umani. Una poliedricità devastante per una performer che ha deciso di registrare in un solo mese un disco di ballate e musiche, sovvenzionato da una comunità di crowfunding.

Diamanti musicali che si intrecciano con la sua voce di artista di dark cabaret, alternate da anfratti musicali strumentali che si fanno largo tra venti brani. Echi di tastiere spontanee e liriche orchestrali pazzeschi accompagnano una traccia come Drowning in the sound, una delle canzoni che nel 2019 ti fanno emozionare e capitolare a terra, dietro tratti sperimentali e sana poliedricità.

Non ci sono mezze misure con Amanda Palmer e le sue gemme, tra le cui spicca una speranza folk emozionale in Beggar on the inside, accanto ad una marcia di cabaret musicale multicolore che cela fantasmi e rivincite in Machete. Inutile provare a catalogarla, troverete sempre sorprese con l’artista ora residente a Boston, una che ha rotto il silenzio e la sua sordità con un lavoro profondo, musicalmente molto legato al pianoforte (Voicemail for Jill) e dotato di quella giusta spiritualità che lega la sua musica ad una dinamica artistica che intende l’arte come mezzo di espressione universale. Una proposta artistica che prende forma e colore, il nero, nella traccia finale Death Thing, passaggio che vede la nostra artista muoversi con sagacia tra classica e contemporanea musica dell’annima.

Consigliare There will be no intermission è poco, ascoltarlo un semi-dovere, sia per l’udito che per la nostra umanità disciolta in canzonette che sono lontane anni luce dal talento di Amanda Palmer.

 

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it



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