MahDoh!, la recensione di Rughe

MahDoh!, la recensione di Rughe

MahDoh!

Rughe

Mia Cameretta Records

 

Mahdoh! è un animale mitologico a cinque teste e un unico cuore, su cui puoi vedere i segni di chi quotidianamente affronta con sorriso e ironia le piccole vittorie e sconfitte quotidiane,

Cinque ragazzi e un ammiccante indie pop cantato in italiano in stile Sarah Records. Un pop sincero, per persone come noi, pronte ad affrontare con ironia e semplicità una vita che riparte dopo ogni spigolatura. Canzoni per chi prende il thè alle cinque ogni giorno, scaldandolo con vinili dei Perturbazione e di Nada, rifiutando la birra e la su aggressività. Voce e basso al femminile (Olivia Volpi e Veronica Monaco, e sempre viva le donne nella musica alternative giusta) insieme a tre maschietti che con tastiere, batteria e chitarra lieve accompagnano un dream pop (Non posso star col gatto su tutte) gentile. I Mahdoh! Scelgono quindi una strada elegantemente pop, in un crescendo di atmosfere da camera che uniscono ad un album dall’artwork accattivante e dal titolo diretto.

Invecchiare con canzoni come Hey Ciao! nelle orecchie può quindi divenire più facile, con la coralità e l’amicizia dei Mahdoh! che intrattiene il tempo e combatte il logorio da informazione sul reddito di cittadinanza con una  traccia solare come La pelle, puro pop caraibico di vintage memoria (il concittadino Mario Schifano ne sarebbe contento).

 

Andrea Alesse

recensioni@thefrontrow.it

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