Machine Head al Live di Trezzo: headbang Motherf*ckers

Machine Head al Live di Trezzo: headbang Motherf*ckers

Il palco del Live Club si veste dei colori di Catharsis per terminare con la seconda data italiana dei Machine Head il tour, dove hanno presentato l’ultima, non acclamatissima, fatica in studio per Nuclear Blast.

Come ormai da un paio di tour a questa parte, Robb Flynn vuole celebrare la grandezza della sua band regalando un set da 150 minuti di duro metallo ad ognuno dei suoi fan. Una cosa la si può subito notare: l’estrema precisione dei suoni all’interno del locale che non eccedono in potenza di bassi e rendono gradevole l’ascolto da tutte le posizioni, ma che non va ad intaccare la potenza di fuoco della band di Oakland.

La grandezza di una band non si fonda solo sulle basi solide delle canzoni che l’hanno resa grande, ed ecco che i Machine Head si buttano anche sui brani di Bloodstone & Diamonds oltre che proporre quasi la metà di Catharsis. 
Ed è soprattutto con questi ultimi brani che si nota la differenza di composizione dopo The Blackening: se i brani storici della band (Imperium, The Blood, the Sweat, the Tears, Ten Ton Hammer) sono dei martelli pneumatici che non lasciano respiro, i nuovi brani giocano molto su cambi di tempo e l’accoppiata vocale strofa dura, ritornello melodico.

Nulla di tutto questo rende i Machine Head una band che cede il passo, anzi: le nuove canzoni vengono accolte con gran clamore e cantate dalla maggior parte del pubblico, pazienza se alcuni classici non vengono suonati, loro si confermano una grande corazzata che riesce ogni volta a fare uno show spettacolare che rimarrà nella memoria di chi l’ha vissuto. Anche accorciando la durata dello show.

SetList:

Imperium
Volatile
Now We Die
Beautiful Mourning
The Blood, the Sweat, the Tears
Kaleidoscope
Guitar Solo
Darkness Within
Catharsis
From This Day
Ten Ton Hammer
Is There Anybody Out There?
Locust
Beyond the Pale
Drum Solo
Declaration
Bulldozer
Killers & Kings
Davidian

Encore:
Behind a Mask
Beneath the Silt
Triple Beam
Aesthetics of Hate
Game Over
Block
Halo

Testo di Stefano Cremaschi

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