Il blues Funeral di Mark Lanegan di scena al Verucchio festival

Il blues Funeral di Mark Lanegan di scena al Verucchio festival

Dopo esattamente un anno dalla sua ultima apparizione nel nostro paese torna una delle voci più belle del rock:Mark Lanegan.

Il cantante di Seattle non sceglie mai location banali.

L’anno scorso scelse il Vittoriale di Gardone Riviera (live report), mentre per queste due date nel 2018 è salito sul palco del giardino della Triennale di Milano ieri e oggi nella suggestiva piazza del sagrato della chiesa di Verucchio .

Il blues funeral è pronto per cominciare con il palco pieno di ceri tetri che rendono l’atmosfera cupa e un po’ inquietante.

La setlist è pressochè sempre la stessa e come l’anno scorso comincia con Death’s Head Tattoo, brano che apre il disc Gargoyle del 2017.

Tra progetti paralleli e collaborazioni varie, sul palco di Verucchio ha portato la sua band e anche la sua compagna Shelley Brien.

Shalley sale al terzo brano dopo la magnifica The Gravedigger’s Song  per cantare Hit the city tratta dall’album bubblegum del 2004.

Si torna su Gargoyle con Sister, Nocturne ed Emperor.

La prima cover è Deepest Shade che precede l’inizio del blues funeral vero e proprio.

Rispetto alle altre volte che ho visto Lanegan, abbandona gli occhiali da vista, recupera la voce e si comincia con Bleeding Muddy Water, riot in my house, Ode to sad disco e Harborview Hospital, brano dove racconta scorci della sua Seattle .

Per l’ultima parte del concerto torna anche Shalley per accompagnare alla perfezione la voce baritona di Mark.

Che Lanegan apprezzi i Joy Division non è una novità.

L’anno scorso al Vittoriale chiuse il concerto con Love will there.

Mark Lanegan è un cantante che fa tantissimi concerti in giro per il Mondo e trovarlo in forma non è sempre facile.

L’anno scorso l’avevo trovato molto rilassato e carico, mentre stasera l’ho visto stanco e con qualche problema di voce, soprattutto nella prima metà del concerto.

Nonostante questi piccoli intoppi, Lanegan è sempre una garanzia dal vivo e nonostante non cambi particolarmente la setlist, a questo giro ci ha fatto rivedere la sua corista-fidanzata e fatto sentire una canzone nuova dei Joy Division.

SETLIST:

Death’s Head Tattoo

The Gravedigger’s Song

Hit the City

Sister

Nocturne

Emperor

Deepest Shade
(The Twilight Singers cover)

Bleeding Muddy Water

Riot in My House

One Way Street

Ode to Sad Disco

Harborview Hospital

No Bells on Sunday

Harvest Home

Floor of the Ocean

Come to Me

Death Trip to Tulsa

Encore:
Atmosphere
(Joy Division cover)

Un ringraziamento particolare ad indipendente concerti e Live Nation per il gentile invito

Foto e testo di Carlo Vergani

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