Anna Calvi infiamma la notte del Vittoriale!

Siamo arrivati all’ultima settimana dell’Ottava edizione di Tener-a-mente, il festival che attira al Vittoriale di Gardone Riviera migliaia di spettatori da tutta Italia e oltre.

La rassegna si accinge a congedare il suo pubblico con due grandi concerti, uno dietro l’altro: stasera tocca all’intensa e sensuale Anna Calvi, domani al compositore e polistrumentista Yann Tiersen.
È una sera calda, afosa, si toccano i trenta gradi anche se il sole è già tramontato da un pezzo. Nemmeno l’ombra di un alito di vento, non bastano le poche decine di metri di altitudine per guadagnare un po’ di frescura. E l’atmosfera sta per infiammarsi: solo una manciata di minuti di attesa e Anna Calvi, intensa, sensuale, romantica, ammaliante, salirà sul palco per stupire i suoi fan.

Non fatevi ingannare dal nome: Anna Calvi di italiano ha solo il padre, è una musicista nata e cresciuta in Inghilterra, dove si è fatta apprezzare per il suo indie e alternative rock, mescolato a note pop. Che sia un’artista di classe lo testimonia il suo diploma in violino, suo primo strumento, anche se la sua vera passione risiede nella chitarra, più versatile e adatta al suo genere di musica.
Ecco che finalmente Anna sale sul palco, illuminato da un’intensa luce rossa, mentre il pubblico la saluta con un applauso scrosciante. La cantante abbraccia subito la chitarra e inizia a graffiare e stuzzicare le corde, facendola gemere in modo delizioso, fra le urla del pubblico. La sua confidenza con lo strumento è notevole, fra note dark e inquiete la Calvi fa mostra delle sue grandi capacità come strumentista.
Capelli scuri, blusa rossa, chitarra lucida fra le mani: Anna presenta una sensualità elegante e intensa, lo stesso sapore della sua musica.

Dopo questa prova di virtuosismo strumentale (Rider To The Sea), è la volta di No More Words, dove l’artista può fare sfoggio della sua straordinaria voce, intensa e sensuale. Già è evidente un’altra caratteristica della sua arte: la capacità di piegare parole e frasi, di deformare i suoni, di allungare le vocali, di esibirsi in gorgheggi; in breve, l’abilità di usare la voce come se fosse uno strumento.
La serata prosegue all’insegna del suo personalissimo sound, intenso e romantico, inquieto e sensuale. Non a caso le luci spesso divengono intermittenti o il ritmo si fa spezzato, tutto per richiamare il battito frenetico di un cuore perso nei labirinti della passione.

Anna non dialoga con il pubblico, ma bastano i suoi concisi “thank you” per ammaliare i suoi fan, che la seguono attentissimi e partecipi, ora urlando “I love you”, ora scandendo il ritmo con le mani.
È evidente il suo gusto per la teatralità: spesso Anna chiude gli occhi, come per farsi cullare delle note, quindi rovescia la testa, segue il ritmo con il capo, come se l’energia della musica la stesse attraversando. Sfiora, graffia, tormenta le corde, maneggia la chitarra in modo intimo e aggressivo, seguendo il suo stile di caricare la mimica gestuale e facciale.
I lunghi pezzi strumentali testimoniano l’abilità anche dei suoi compagni di band, Mally Harpaz e Alex Thomas, che regalano un sound pieno di ritmo e note sensuali, ma la protagonista indiscussa del palco è lei.

Le luci contribuiscono all’atmosfera drammatica: ora illuminano solo la cantante, ora richiamano le luci scure e vorticanti di una discoteca, ora accecano il pubblico.
La platea riconosce subito e acclama uno dei suoi pezzi più recenti, anteprima dell’album Hunter, in uscita questo 31 agosto: Don’t Beat The Girl Out Of My Boy. In questo brano Anna mostra tutto il suo virtuosismo con la voce: gorgheggi, lunghissimi acuti, ripetizione di vocali e consonanti come se fossero note musicali.

Il repertorio della Calvi è composto per lo più da pezzi molto intensi e sensuali, dal ritmo frenetico e trascinante, ma c’è posto anche per canzoni più lente e malinconiche, o per brani che cambiano all’improvviso stile e sound, stupendo il pubblico.
Ormai il concerto sta volgendo al termine. Anna interpreta Ghost Rider con la mimica caricata di un video musicale, aiutata dalle luci drammatiche e dal suggestivo palco con vista lago.
La cantante concede quindi un bis con Love Won’t Be Leaving, tratta del suo eponimo album d’esordio, quindi si congeda dai fan, ormai tutti in piedi ad applaudire.
Alcuni guardano l’orologio confusi: l’esibizione è durata poco più di un’ora, il concerto più breve di questa edizione di Tener-a-mente. Ma le luci accese sulla platea dissipano ogni dubbio: la performance è terminata.

Mentre il pubblico defluisce dall’anfiteatro, sono in molti a fermarsi ad ammirare la vista. Questa serata ha ancora un dono in serbo per gli amanti delle atmosfere romantiche e intense: una splendida ed enorme luna rossa brilla nel cielo, ricordando l’eclissi storica di una manciata di notti fa.
Grazie Anna per questa serata carica di sensualità, buon concerto domani a Rimini.
Tener-a-mente dà appuntamento a domani per la chiusura della rassegna, con la performance del polistrumentista e compositore Yann Tiersen.

Recensione a cura di Anna Travagliati, si ringrazia Ja-la Media Activities



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