Renato Zero inaugura “L’orazero in tour” a Roma: il tempo, finalmente, canta

Roma, 24 gennaio 2026. Al Palazzo dello Sport non è andato in scena un semplice concerto, ma una specie di rito collettivo con luci da astronave e cuore rigorosamente umano. Renato Zero ha scelto la sua città per aprire L’orazero in tour, prima data di un nuovo capitolo che suona come una dichiarazione d’intenti: fermare l’orologio, guardarlo negli occhi e dirgli che, stanotte, comanda la musica.

Il titolo del tour è un gioco di prestigio linguistico, e lo spettacolo ne rispetta la promessa. L’orazero non è nostalgia imbalsamata né celebrazione museale. È un presente vivo, elastico, che si allunga e si contrae seguendo la voce e i silenzi di Renato. Sul palco, l’artista romano costruisce un racconto fatto di canzoni che hanno abitato generazioni diverse, ma che continuano a mutare pelle. Alcune arrivano con nuovi arrangiamenti, altre restano fedeli a se stesse come vecchi amici che non hanno bisogno di spiegazioni.

La scenografia dialoga con la musica senza sovrastarla: immagini, luci e geometrie accompagnano il viaggio emotivo più che descriverlo. Il risultato è uno spazio sospeso, dove l’estetica zeriana si fa essenziale, quasi a voler lasciare campo libero alla sostanza. Al centro, naturalmente, c’è lui. Voce salda, presenza magnetica, quella capacità rara di parlare a migliaia di persone come se fossero sedute in salotto.

Il pubblico risponde con un affetto che non ha nulla di rituale. Canta, ascolta, applaude nei punti giusti, si commuove senza imbarazzo. I “sorcini” storici convivono con volti più giovani, segno che il repertorio di Zero continua a circolare come una lingua viva, tramandata ma mai scolpita nella pietra. Tra un brano e l’altro, Renato riflette, provoca, sorride. Il tempo che evoca non è quello che passa, ma quello che resta quando si ha il coraggio di essere se stessi.

Aprire un tour è sempre un atto di fiducia. Aprirlo a Roma, con questo carico di memoria e aspettative, lo è ancora di più. L’orazero in tour parte così, senza fuochi d’artificio superflui ma con una direzione chiara: mettere l’uomo prima dell’icona, l’adesso prima del ricordo. Se questa prima data è un indizio, il viaggio promette di essere meno una corsa e più una lunga, necessaria, respirazione collettiva.

Il tempo, per una sera, si è fermato davvero. E aveva la voce di Renato Zero.

La scaletta del live
Intro
No! Mamma, no!
Io uguale io
Quel bellissimo niente
Cercami
Lasciati amare
Il rifugio
Piu’ musica
Medley (Marciapiedi/Svegliati/La rete d’oro/Motel/Uomo, no)
Vorrei piacerti
La ferita
Voglio regalarti un avvenire
Il battito del mondo
Libera
Senza
Medley (Vivo/Vagabondo cuore/Mi ameresti/Nei giardini che nessuno sa/Il carrozzone)

Il canto d’esmeralda
Ascoltati
Ti meriti di più
Se t’innamorerai
L’anima canta
Ricreazione
Medley (Triangolo/Madame/Mi vendo/Resisti)
Aspettando l’alba
Guai
Medley (Potrebbe essere Dio/Più su/Amico/Il cielo/I migliori anni della nostra vita)
Ave Maria
Resta con me

Ringraziamo Valeria Mauloni e Alex Brocchini di Goigest

Fotogallery a cura di Emanuela Vertolli

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