Musica nuova in città, post-hc e emo con Majno e Wasa

Autori: Majno

Album: Calcoli

Label: Non ti Seguo Records

Un etichetta coraggiosa, Non ti Seguo Records, una realtà troppo spesso sommersa, due album che segnano due nuovi punti nello stomaco per chi ha voglia di ascoltare della musica fatta col sudore della fronte e con gli ultimi treni persi dopo aver provato nella sala più lontana possibile dalla propria.

Iniziamo col parlarvi dei Majno, un gruppo milanese figlio della fragilità della nuova generazione che suona col quel mantra  che ha fatto fortuna per gruppi come i Fine Before you came. Un emo-core fuso spesso col post rock, cullato dalle sfuriate alla Altro e con linee melodiche di losers dispersi tra la tangenziale e la fine di una relazione. Cori struggenti (Frasnade), relazioni finite (Godel), chitarre che utilizzano i riverberi per uscire allo scoperto e divenire più soft in Glicini. Qualche attacco di screamo che non guasta rendi i Majno molto interessanti, sino al pezzo più nervoso del lotto delle cinque tracce di Calcoli, loro primo lavoro. Parliamo di Diamine, una traccia basilare per capirli, in un suono meno grezzo e più denso, come se i Do Nascimento incontrassero i Gazebo Penguins, Ben fatto ragazzi!

Autori: Wasa

Album: Die Tembo

Label: Non ti Seguo Records

L’onda lunga degli anni ’90 e del suo post-hc incontra i Wasa, altro gruppo milanese che decide di emozionarsi e seguire proprie rotte, con voce potente e sincerità nelle chitarre. “Die Tembo” suona così, felicemente sgraziato e struggente in Pausini, come vecchi dischi di gente tipo Sumo, agganciandosi poi con Emome alla miscela di screamo e metriche emo, con sullo sfondo un attacco al revivalismo mediocre del nostro tempo, anche nelle relazioni personali.

Lividi ricorsi di materia schizofrenica alla Asino in Freddo aiutano a capire il meglio dei Wasa, che si trasformano in una combo oi-core alla Woptime in Conto i giorni, prima di agganciarsi alle chitarre alla Action Dead Moude, marchio di fabbrica dei bravi ragazzi meneghini. Ben fatto parte due!

 

Andrea Alesse

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