Blood Of Your Empire: il nuovo album della band inglese President

Il 4 settembre 2026 è uscito Blood Of Your Empire, il primo album della band britannica President. Perché merita di essere ascoltato?

Fede, mortalità, lotta personale e crisi esistenziale sono condensate nel primo album della band, uno sfondo religioso pulito da ogni tipo di ipocrisia: il lato oscuro della religione viene messo in luce fin dalla copertina dell’album.

Si tratta, infatti, di un dipinto di Eugène Delacroix, La battaglia di Poitiers. Nella cultura francese del XIX secolo, la battaglia di Poitiers non era vista solo come uno scontro politico o militare, ma come il salvataggio della Cristianità europea dall’avanzata dell’Islam. L’intera opera è strutturata come uno scontro frontale tra due fedi. Da un lato spiccano le insegne e i simboli cristiani difesi dai franchi, dall’altro la ritirata e la caduta dei guerrieri musulmani, rappresentando visivamente il trionfo di una religione sull’altra. Una religione che uccide, distrugge, si impone. Il lato oscuro della fede.

“Blood Of Your Empire è nato dalla mia lotta personale con una crisi esistenziale e dal tentativo di dare un senso alla fede, alla mortalità e al rapporto dell’umanità con il credo. La religione ha ispirato un’incredibile compassione, scopo e bellezza nel mondo — ma è stata anche responsabile di inimmaginabili sofferenze e spargimenti di sangue nel corso della storia. Questo album vive nella tensione tra queste due verità. Scriverlo è stato un modo per affrontare la paura, la confusione e le domande che mi porto dietro da anni, e trasformarle in qualcosa di cui vado veramente fiero.”

Tracklist di Blood Of Your Empire

  1. Angel Wings
  2. DOOM LOOP
  3. Dark Heaven
  4. Pink Noise
  5. Mercy
  6. Sleepwalker
  7. Dionysus
  8. This Will Divide Us
  9. Hate Figure (feat. Ando San)
  10. White Devil

L’elettronica è molto presente nell’album ma non mancano momenti metal e addirittura canzoni più ritmate e quasi “rappate” come l’intro di Dark Heaven.

Il titolo dell’album viene, invece, ripreso in Mercy:

Think I’m drowning in the blood of your empire

Il brano parla del rapporto con la religione e il senso di abbandono che può nascere quando ci si rende conto che l’idea di Dio o di una religione non ha dato le risposte promesse.

Where was your hand when I was always screaming out?

Dov’era la tua mano quando urlavo disperatamente di essere aiutato? Viene chiesto a Dio di avere pietà, ma nello stesso tempo arriva l’accusa a Dio di non intervenire mai nei momenti più duri. Chi parla/scrive si definisce parassita, qualcuno che vive nutrendosi di un altro essere. Sembra essere la metafora del rapporto con la religione: io ho bisogno di te, mi nutro di te, ma allo stesso tempo questa dipendenza mi sta distruggendo.

Nel brano Dyonysus, invece, viene citato espressamente Dio, rendendolo l’ultima parola dell’ultima strofa.

If I stare at the stars for long enough

Would I see you smile?

I don’t want to be afraid anymore

So I’ll just beg for you, to speak for a while

Oh my God

God

Chi sono i President?

I President sono una rock band inglese nata nel 2025, che fonde metafore potenti, elettronica e metal. Nessuno conosce la reale identità dei membri della band, infatti si mostrano sempre a volto coperto.

President
President

La formazione attuale della band è composta da The President (voce), Heist (chitarra), Protest (basso) e Vice (batteria).

Diverse fonti suggeriscono che il cantante mascherato sia Charlie Simpson, co-cantante e chitarrista dei Busted ed ex frontman dei Fightstar. Tuttavia, la band ha dichiarato che la loro vera identità “non verrà mai rivelata”.

L’esordio sul primo palco risale al Download Festival del 2025, quando la band è stata annunciata in scaletta. Questo è stato un trampolino di lancio fortunato, perché in poco tempo si sono guadagnati diversi soldout e la presenza a importanti festival europei, arrivando ad accompagnare, come band di apertura, i Bad Omens nel loro tour nelle date del Nord Europa.

La religione a metà tra conforto e timore

Il tema religioso legato alla mortalità e alla paura esistenziale è un elemento fondante della loro musica. Ma anche la tematica politica è molto presente, infatti i loro fan vengono spesso definiti “cittadini” e le loro esibizioni dal vivo “raduni”

“Nulla di tutto questo è contro la religione. Si tratta di mettere a nudo l’anima nella ricerca di un significato superiore. Cinque anni fa stavo attraversando un periodo molto buio. Non riuscivo a scriverne perché mi sentivo troppo vulnerabile; questo progetto mi ha permesso di uscirne. È un enorme viaggio alla scoperta di sé. È il punto cruciale: se dopo la morte non c’è nulla, tutto cambia riguardo alla vita; e lo stesso vale se, invece, c’è qualcosa.”

Musica che nasce dall’esigenza di ritrovare qualcosa che si è perso, di trovare un senso. Niente apparenza, ma una segretezza che non nasce dal bisogno di creare mistero ma libertà.

Il verdetto? Un album sicuramente da riascoltare, che porta con sé una musicalità e delle tematiche di fondo che non fanno altro che aumentare la curiosità nei confronti di questa band in ascesa. Chiunque essi siano dietro alla maschera.

Criterio

Voto

🔎 Scoperta

10/10

🔁 Da riascoltare

8/10

🚀 Potenzialità

9/10

💭 Concetti & tematiche

9/10

✍️ Testi

8/10

🎸 Musicalità

10/10

VOTO FINALE

9/10

PhotoCredit: www.presidentband.com 

Recensione a cura di Alessia Barra

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