Marra Block Party: quando la musica torna ad essere per le persone

La musica cambia la vita di chi la crea e di chi la ascolta. Non trasforma le persone, ma le porta da qualche parte, che sia avanti, verso nuovi numeri, record e orizzonti, o indietro nel tempo, di nuovo a casa, tra le strade in cui si è cresciuti.

La musica ha fatto uscire Marra da un quartiere ma ce lo ha anche riportato, quel quartiere che all’inizio era un ostacolo, una gabbia, ma che poi è diventato casa, radici, famiglia, man mano che le occasioni per allontanarsene davvero aumentavano. Un luogo in cui ritrovare sé stesso senza essersi mai perso davvero.

Il ritorno alle origini

Quando “Persona”- album spartiacque del rap italiano – è diventato disco di Diamante, per Marra non esisteva miglior modo di celebrarlo se non con un evento che potesse riportarlo alle origini, ma anche mandare un messaggio simbolico di come la musica possa fare la differenza per le persone, anche nel 2026.

In un’epoca in cui andare ai concerti è un’esperienza da ricchi per i prezzi spesso proibitivi dei concerti, un’epoca in cui il successo di un artista si misura in quante date sold out in uno stadio riesce a collezionare, Marra ha voluto fare qualcosa di diverso: riportare la musica in strada, direttamente dalle persone.

Non ha scelto una strada qualsiasi, ha scelto la sua. Ha scelto Barona. Lo ha fatto per omaggiare il suo passato, per tornare alle origini con un mix di gratitudine e consapevolezza che a questo punto della sua carriera – ma soprattutto della sua vita – ha raggiunto. Ma lo ha fatto anche per rompere il velo di ipocrisia che divide sempre più nettamente il mondo della musica di oggi dalle persone, devolvendo il ricavato per intero al quartiere che lo ha cresciuto e che lo ha ospitato sabato. Perché la vita delle persone la cambi con la musica certo, ma anche con azioni concrete.

Marra ha detto di sentirsi più emozionato su quel palco sabato che sul palco di San Siro e possiamo capirlo: nessun posto è come casa.

Marracash Block Party
Block Party di Marracash: il ritorno a casa – ph. credits Onofrio Petronella

Perché un Block Party?

Perché Marra ha scelto di realizzare un Block Party? Possiamo dire di aver parzialmente risposto nelle righe poco sopra, ma manca ancora un pezzo per capire davvero la sua scelta. Per spiegarvelo vi raccontiamo in breve cos’è davvero un Block Party: no, non lo ha inventato Marra. Si tratta di un elemento fondante della musica hip-hop.

L’11 agosto 1973 il diciottenne Clive Campbell decide di organizzare con sua sorella Cindy una festa al 1520 Sedgwick Avenue, l’unità abitativa dove vive con la sua famiglia di origine giamaicana nel Bronx a New York. Si presentano 300 persone della zona e Clive Campbell da quella sera diventa per tutti Dj Kool Herc, il padre dell’hip hop.

Quello è stato il calcio di inizio di innumerevoli Block Party. Feste di quartiere che sanno di collettività, aggregazione e sperimentazione, senza business… musica libera e democratica, creata per le persone e introvabile altrove.

Il primo capitolo dell’hip-hop che ormai è passato dalla strada agli stadi, ma che non ha mai perso la sua autenticità e Marra ce lo ha ricordato creando un evento musicale che incarnasse i valori di un vero Block Party, devolvendo tutto il ricavato alla riqualifica del quartiere.

Due cerchi che si chiudono senza concludersi

Il ritorno a casa di Marracash ha chiuso un cerchio, ma anche il duetto con Elodie pare averne chiuso un altro a sua volta.

Anche in questo caso si tratta di un salto indietro nel tempo, a quella che non è stata solo una storia d’amore chiacchierata e macinata dalla stampa e dai social, ma un capitolo importante per la vita di entrambi gli artisti.

Dopo 5 anni di silenzio e strade separate, i due si sono rincontrati, non per caso ma per scelta, sulle note di “Niente canzoni d’amore” sul palco in Barona. Un momento emozionante perché ha ricordato a tutti che una storia d’amore può finire, ma non per forza due persone smettono di essere legate. L’amore può continuare ad esistere e ad unire, a prescindere da tutto il resto. Anche in forme diverse.

Durante il brano, Marra si toglie gli occhiali insieme ad ogni maschera e guarda Elodie senza filtri. E tra sorrisi e sguardi emozionati chiudono il loro cerchio. Non per il pubblico, ma per loro stessi.

 

Due cerchi si sono chiusi ma non conclusi, perché il passato non finisce, si evolve con noi. Il Block Party di Marra ci insegna che siamo noi a decidere come guardare al nostro passato: se con risentimento e rabbia, o con gratitudine e riconoscenza.

Sabato in Barona è successo qualcosa di magico ma nello stesso tempo molto reale. La musica è tornata in strada, dalle persone, nelle case e sui balconi.

È stato mandato un messaggio potente che potrebbe essere l’inizio di un importante passo indietro nella musica, che poi sarebbe un decisivo passo avanti:  tornare a rendere la musica di nuovo democratica e non più un bene da ricchi. Autentica e non elitaria, per tutti e non per pochi fortunati.

Grazie Marra per aver ricordato a tutti come dovrebbe essere.

 

Articolo a cura di Alessia Barra

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