Continua il successo del tour DOPPIA TRACCIA della PFM, che ha fatto tappa il 19 gennaio 2026 a Bologna, al Teatro EuropAuditorium.
Il nuovo tour Doppia traccia, è il caso di dire finalmente, coniuga due grandi mondi che da anni affascinano i fan della prog band italiana. Il concerto è infatti diviso in due parti, per circa un’ora e cinquanta di durata complessiva, in cui si suona tanto e si parla il minimo necessario. Durante la prima parte la band esegue alcuni fra i suoi grandi successi, come “Maestro della voce”, “La carrozza di Hans” e “Mondi paralleli”, con un’incursione nella musica classica con la Danza dei cavalieri di Prokofiev e l’immancabile “Impressioni di settembre”, che viene riproposta per intero, a differenza degli ultimi tour dedicati al solo repertorio con De Andrè, in cui veniva accennata solo nel finale.
La seconda parte del live è invece dedicata a Fabrizio De André, si intitola PFM canta De André e comprende brani come “Bocca di rosa”, “Il pescatore”, “Giugno 73″, introdotta dal violino malinconico di Lucio Fabbri, e “Volta la carta”. Questa seconda parte è una sintesi dello storico tour del 1979, che assume sempre più connotazioni mitiche a ogni sua esecuzione. Non è mai facile effettuare una selezione di brani così importanti, e ragionando a freddo, dispiace in particolare per l’assenza de “La guerra di Piero”, il cui testo è più che mai attuale, e per quella di “Amico fragile”, che nella versione del 1979 rasenta la perfezione. Viene invece eseguita “La canzone di Marinella” come da prassi consolidata, con la voce registrata di De André a cantare e la band ad accompagnare la voce.
Questa setlist appare più equilibrata rispetto a quelle degli ultimi anni, che tendevano a virare con troppa decisione verso il solo repertorio di Faber, e fa piacere che la PFM abbia ripreso a tenere più in considerazione il proprio repertorio storico.
La band appare in forma e piena di energia come sempre, con Franz Di Cioccio a condurre il gioco e coinvolgere il pubblico, e tutti gli altri musicisti esecutori impeccabili; non è possibile, e non ha neanche senso, fare una scelta e affermare che un musicista sia stato migliore degli altri. La PFM in questo suo periodo storico possiede una forza e una resistenza uniche nel loro genere, e fra Marco Sfogli alle chitarre e la storia scandita dal basso di Patrick Djivas, assistiamo ancora una volta a un live di livello superiore.
Un altro elemento importante è la presenza sul palco due pianisti e tastieristi d’eccezione, che appartengono a generazioni differenti ma meritano entrambi un’attenzione particolare. Flavio Premoli, alle tastiere, moog e fisarmonica (quest’ultima suonata durante “Un giudice”) rappresenta la storia della PFM e il fatto che sia tornato a esibirsi con la band da alcuni anni a questa parte è un valore aggiunto a un concerto di per sè già importante. Luca Zabbini indica il presente e la strada per il futuro, e il suo ritorno sul palco dopo un’assenza di alcuni mesi per motivi di salute è una speranza per l’avvenire della musica italiana di qualità.
Si ringraziano Valentina e lo staff del Teatro Europauditorium di Bologna per la consueta cortesia e professionalità.
Live report a cura di Anna Minguzzi.
Foto report a cura di Ivan Elmi.
