La notte magica di Mannarino a Rock in Roma

C’è un’energia speciale che si respira all’Ippodromo delle Capannelle quando sul palco sale lui. Il ritorno di Mannarino a Rock in Roma non è stato un semplice concerto, ma un rito collettivo, una catarsi a cielo aperto che ha mescolato poesia intima, ritmi esotici e quella romanità verace che lo ha reso unico nel panorama della musica d’autore italiana.

A tre anni dal suo ultimo tour estivo, il cantautore romano torna nella sua città per consacrare dal vivo la sua nuova creatura discografica, “Primo Amore”, un album intimo e coraggioso nato da un viaggio solitario tra i boschi e le spiagge del Sudamerica.

Il viaggio interiore di “Primo Amore”

L’inizio del live è un tuffo nel nuovo immaginario di Mannarino. Le prime note trasportano il pubblico in una dimensione onirica, sospesa tra dub, reggae e percussioni primordiali. L’apertura è affidata al singolo apripista “Ciao”, in cui l’artista esplora le sue crisi personali e la rinascita spirituale vissuta in solitudine con il suo “chitarrino”.

Il concerto è una continua altalena emotiva. Mannarino è un maestro nel calibrare i momenti di pura poesia con le fiammate di energia folk. La scaletta scivola via potente, alternando i chiaroscuri dell’ultimo album alle hit intramontabili che l’Ippodromo canta a squarciagola.

Il gran finale: Capannelle diventa una piazza del Sud

Ma è sul finale che il concerto smette di essere uno show e diventa un baccanale, una festa popolare nel senso più nobile del termine.

Quando la band accelera il passo e le chitarre lasciano spazio ai tamburi e ai violini, la polvere dell’Ippodromo si solleva. Parte la taranta. Il ritmo diventa ossessivo, liberatorio, travolgente. Transenne virtualmente abbattute dallo spirito della musica: sul prato non c’è più distinzione tra PIT e posto unico, si balla tutti insieme, corpo a corpo.

Mannarino sorride dal palco, dirige l’orchestra umana e si gode la sua gente. Roma per una notte si riscopre un villaggio globale, dove le storie di periferia incontrano i ritmi del mondo e dove, alla fine, si guarisce a colpi di danza e di canti condivisi.

Un ritorno trionfale che conferma Mannarino non solo come un grande cantautore, ma come uno sciamano della musica italiana.

La scaletta del live

Dammi
Ciao
Apriti cielo
Cantaré
Maradona
Carne
L’impero
Primo amore
Kalanera
Bambino
Arca di Noè
Per un po’ d’amore
Gli animali
Fatte bacià
Tevere Grand Hotel
Serenata lacrimosa
Scetate vajo’

Me so ‘mbriacato
Marylou

 

Ringraziamo The-Base e Lucia, Flavia, Jacopo di Daniele Mignardi Promopress Agency

 

Photogallery a cura di Emanuela Vertolli

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