“New Addiction“, il nuovo album dei The Haunt uscito lo scorso 25 luglio mette in luce un nuovo lato della band, più vulnerabile, sincero e graffiante.
Il duo composto da Anastasia Grace Haunt (voce) e Maxamillion Haunt (chitarra) – fratello e sorella – ha molto da raccontare, e attraverso questo nuovo album, entrambi hanno deciso di svelare di più, di permettere ai fan di addentrarsi nella loro vita, nelle loro insicurezze, dopo un periodo complicato che entrambi si sono trovati ad affrontare.
In occasione del nuovo album rilasciato il 25 luglio, abbiamo avuto l’occasione di fare qualche domanda ad Anastasia e Maximillion. Speriamo che questa intervista vi aiuti a conoscere meglio questi due giovanissimi artisti che con la loro musica stanno raggiungendo un pubblico sempre più ampio, facendo dell’autenticità il loro cavallo di battaglia.
Intervista alla band The Haunt: dagli inizi ai nuovi traguardi
Il vostro nuovo album New Addiction è uscito il 25 luglio. Si tratta di 10 brani che conquistano fin dal primo ascolto – in particolare, ho apprezzato molto Teeth e Dead 2 Me. Potete raccontarci di più su come è nato questo album e cosa lo ha ispirato di più?
Abbiamo scritto quest’album mentre stavamo attraversando un momento molto complicato delle nostre vite. Molti aspetti della nostra vita stavano attraversando un cambiamento, una transizione e questo ci ha dato moltissimi argomenti di cui scrivere. È stato un processo doloroso per noi, ma alla fine credo che ci abbia permesso di creare qualcosa in cui molte persone possono riconoscersi.
Qual è il brano di New Addiction che amate di più e quale non vedete l’ora di poter portare live?
Il nostro preferito è senza dubbio la canzone che dà il nome all’album: New Addiction. È stato il primo brano che abbiamo scritto quando siamo entrati in studio ed è stato un importante momento di realizzazione per noi. È stato come se finalmente fossimo riusciti a combinare tutte le influenze musicali che stavamo cercando di unire, oltre ad avere la possibilità di scrivere in modo davvero aperto e onesto sui problemi che stavamo affrontando. È anche molto divertente da suonare dal vivo!
Possiamo dire che voi due vi conosciate profondamente considerato che siete fratello e sorella. Cosa vi ha spinti 10 anni fa a iniziare a fare musica insieme? Il vostro rapporto come condiziona la vostra collaborazione artistica? Siete sempre d’accordo “musicalmente” parlando?
Non c’è mai stato un momento in cui abbiamo deciso davvero che volevamo fare musica insieme… è successo semplicemente nel tempo. Penso che il rapporto che si ha con un fratello sia basato su litigi e scontri ma anche sulla certezza che si risolveranno sempre. Alla fine questo ci permette di avere la libertà creativa necessaria per spingerci davvero oltre i nostri limiti.
Siete cresciuti ascoltando la stessa musica? C’è una band a cui più di ogni altra vi siete ispirati o che tuttora rappresenta un esempio per voi?
I nostri genitori non erano musicisti ma avevano ottima musica. Ci hanno esposti a moltissimi tipi di musica. Noi due abbiamo sempre avuto gusti musicali distinti. Anastasia ha sempre avuto una predilezione per il blues, artisti come Billie Holiday e Amy Winehouse, mentre io, fin da giovane, ero molto più interessato al rock. Gruppi come i Green Day, i Nine Inch Nails e i Nirvana. Naturalmente, ci sono stati alcuni gruppi che hanno fatto un salto di qualità e che ci hanno fortemente influenzato nei nostri esordi come band, ad esempio i White Stripes e i Royal Blood.
Anastasia, hai cominciato da molto piccola a scrivere e pubblicare brani, ad appena 12 anni, parlando di tematiche molto mature e forti per la tua giovane età. Per te cosa rappresenta la musica? Un rifugio o uno sfogo? C’è un brano in particolare a cui sei più affezionata, e in cui senti di aver svelato di più?
Penso che sia sempre stato uno sfogo creativo per me. Ho sempre lottato contro l’ansia sociale, quindi è sempre stato molto difficile per me esprimere i miei sentimenti come avrebbero fatto gli altri. La musica e la scrittura di canzoni sono sempre state il mio modo di esprimermi liberamente. È così difficile scegliere una canzone in particolare, le sento tutte come figlie mie. Non riesco a sceglierne una migliore delle altre.
Dal vostro primo album “All Went Black” al vostro ultimo appena uscito “New Addiction” cosa pensate sia cambiato e cosa invece ritenete sia rimasto lo stesso?
Eravamo praticamente dei bambini quando è uscito “All Went Black”. Abbiamo sempre saputo che tipo di musica volevamo fare, ma penso che lo abbiamo finalmente raggiunto con il nostro nuovo album. Credo che per molto tempo stessimo cercando di scoprire noi stessi e stiamo cercando di superare le difficoltà di essere una giovane band, cercando di fare qualcosa di diverso dalla massa. Ora penso che ci stiamo avvicinando a dove vogliamo essere come band e sembra che le persone si stiano connettendo con la nostra musica.
Sappiamo che vi esibirete live in diverse date negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Qual è l’aspetto che amate di più dei vostri live? Amate di più la fase creativa della musica, quindi il lavoro di scrittura e in studio o potervi esibire davanti al pubblico?
Amiamo entrambi gli aspetti di essere artisti, ma esibirsi dal vivo è sempre stata la nostra parte preferita. Scrivere canzoni è divertente, è un’esperienza liberatoria, ma suonarle live e sentire una platea che canta insieme a te le parole che hai scritto è la sensazione migliore. Amiamo incontrare i nostri fan e connetterci con le persone che si riconoscono nella nostra musica.
Avete suonato in Italia in passato. Vi piacerebbe tornare?
Ci piacerebbe moltissimo tornare in Italia!! Ci abbiamo suonato una volta con i Palaye Royale e una volta con MISSIO. Non vediamo l’ora di suonare il nostro concerto da headliner. Speriamo che sia l’anno prossimo!
Se poteste descrivere il vostro nuovo album New Addiction in tre parole quali sarebbero?
ELETTRICO, POTENTE, EMOTIVO
Ringraziamo di cuore i fratelli Haunt per averci dedicato del tempo durante il loro tour e speriamo di avere presto l’occasione di poter assistere ad una loro data live in Italia!
Articolo a cura di Alessia Barra
Photo Credits: JaLa Media Activities
