intervista ai I.M.I.V.

intervista ai I.M.I.V.

“Umanità Perduta” è il titolo del primo singolo della band I.M.I.V. acronimo de “Il Mondo In cui Viviamo”.
Estratto dall’album di debutto “New Old Stock” uscito a Giugno 2021, il pezzo racconta come gli esseri umani hanno sempre bisogno di trovare qualcosa a cui aggrapparsi, che sia una religione o un partito politico o un movimento ideologico.
Tutto ciò però può portare solo al metterci l’uno contro l’altro e a garantire il potere a chi scrupolosamente governa.
Brano che dal titolo può sembrare pessimista, ma che nasconde in sé un messaggio di grande speranza e altruismo: imparare a rispettare chiunque la pensi diversamente, usare la testa e non chinare il capo.
Il videoclip ufficiale che accompagna la traccia è un’animazione realizzata da Margherita Bombi ed Elena Cauzzi e racconta, attraverso immagini dirette, il testo.

Domenico Tornanbè, Gioacchino D’Angelo e Pietro Montalbano sono il trio esplosivo I.M.IV.

 

La band ci ha concesso una piacevole intervista che potete leggere qui sotto.

Ciao ragazzi e benvenuti su the front row. Come prima cosa presentateci la formazione della band e da dove venite.

Ciao, la band è formata da Pietro alla voce, Luca al basso, Domenico alla Batteria e Gioacchino alla chitarra. Siamo tre siciliani, originari di Ribera(AG) ed un Pugliese, Luca. Siamo una band a distanza, visto che Domenico e Luca vivono in Friuli, rispettivamente a Palmanova e Aiello del Friuli mentre gli altri in Sicilia, Pietro a Ribera(Ag) e Gioacchino Ad Avola(Sr).

Raccontateci un po’ di storia della band: chi sono i fondatori ufficiali, quando è nata la band e com’è nata l’idea?

La band è stata fondata nel 2007 da Gioacchino e Domenico, subito dopo si è aggiunto Pietro. La formazione era un po’ diversa, Pietro era alla batteria ed alla voce, mentre Domenico suonava il basso.

Parlateci un po’ del nome della vostra band: come nasce e che significato ha per voi?

I.M.I.V. significa il mondo in cui viviamo, questo perché le tematiche di cui parliamo nascono da delle riflessioni sulla nostra società, dalla realtà che viviamo ogni giorno che ci circonda e che viene influenzata dalla politica, dalla religione, dai movimenti dalle associazioni e da tutto ciò che vuole dirti cosa fare, cosa pensare e cosa dire.
Umanità perduta il vostro singolo di debutto estratto dal vostro disco New Old Stock uscito a giugno 2021. Parlateci del vostro disco e di come mai avete scelto questo brano.

N.O.S. è l’album della nostra reunion avvenuta nel 2020. Siamo molto legati a quest’album perché è un mix di nuovo e vecchio, alcuni sono nostri vecchi pezzi che sono stati ri-arrangiati, riscritti i testi, mantenendo il significato originale, insieme a tracce nuove composte apposta per l’album. Siamo partiti da “Creature” che era l’ultima traccia composta prima dello scioglimento e siamo andati avanti da li, una sorta di legame un filo unico che continua, matura e cresce. Umanità perduta è stata scelta per il messaggio che vogliamo dare, rispetto per tutti, indipendentemente da quello che uno pensa, non ci può essere crescita ne’ civiltà senza di esso. Quando costringi, usando la violenza fisica, psicologica o economica, quando obblighi e quando forzi, quando non cerchi il dialogo quando non sai rispettare chi la pensa diversamente da te, tu metti delle catene ma quelle stesse catene le stai indossando anche tu.

Quale vostra canzone consigliereste a chi non vi ha mai sentiti?

Consigliamo di ascoltare l’album per intero, il modo migliore per avere un’idea della nostra proposta.
Qual è finora il momento più bello e/o importante da quando siete una band?

Di momenti belli c’è ne sono tanti, dal giorno della riunione all’uscita dell’album, il nostro live allo Yardie di Pradamano. Cerchiamo di vivere la band come una famiglia, quindi ogni momento condiviso diventa importante.

Chi è il principale compositore del gruppo? Usate qualche metodo per assemblare tutte le idee che vi passano per la testa?

Il principale compositore della band è Gioacchino, che in N.O.S. si è occupato anche di comporre e registrare tutte le parti di basso. Quando mi passano idee per la testa mi metto al computer e le registro, poi comincio a lavorarci e ad incastrare le parti, quando ho la traccia pronta la faccio sentire alla band, se l’idea piace si comincia a lavorare tutti insieme.

Quant’è importante per voi l’attività live di una band e quant’è determinante secondo voi la presenza scenica e perchè?

L’attività live è fondamentale, il modo migliore per far ascoltare la propria musica, il fine ultimo di fare musica. La presenza scenica è importante forse non fondamentale, ma resta una parte importante dello show

Cosa possono aspettarsi i ragazzi che vengono ad assistere ad un vostro show?

Di divertirsi sicuramente

Un vostro parere sulla scena italiana e suggerimenti per accrescere il movimento underground sempre più affollato; inoltre vorremmo che ci indicaste quali sono secondo voi i migliori gruppi italiani del momento.

La scena italiana al momento mi sembra un po’ confusa, ci sono tantissime ottime band che però non riescono ad uscire dalla nicchia, un po’ a causa del fatto che in Italia certa musica non sia mai veramente esplosa, un po’ a causa dell’ermetismo della stessa.

Meglio uscire per un’etichetta discografica (che sìa major o indie) o lasciare l’intera gestione della band in stile D.I.Y. e perchè?

Crediamo che la cosa migliore sia una gestione mista, un’etichetta ti può aiutare ad arrivare dove la band da sola avrebbe difficolta, ma allo stesso tempo la band deve decidere da sola la strada da intraprendere ed essere capace di autogestirsi.

Quanto vi hanno aiutato i social network a farvi conoscere e quanto in generale questi strumenti possono aiutare un gruppo a farsi conoscere rischiando però di cadere nella marea di band emergenti che forse abusano di questi mezzi?

I social hanno la loro importanza, è più facile arrivare lontano, farsi sentire e conoscere, ma la musica ha bisogno del contatto con il pubblico, della vita vera, dei rapporti in presenza e non dietro ad uno schermo che filtra, edulcora e altera la realtà.

Se, fantasticando, poteste scegliere un producer con il quale lavorare, chi scegliereste?

Uno che creda nel progetto I.M.I.V. e lo appoggi in pieno.

E con quale musicista/gruppo realizzereste invece una canzone (o un remix) assieme?

Non abbiamo progetti di questo tipo al momento

Prima abbiamo parlato dei gruppi ai quali vi ispirate di più per il genere che fate. Ora invece vorrei parlare dei gruppi che vi hanno cambiato la vita, anche di tutt’altro genere. Quali sono i vostri gruppi o cantanti preferiti e quali vi hanno spinto a voler diventare musicisti?

Ascoltiamo musica di vario genere, dal jazz al blues al metal, con tutto quello che c’è in mezzo. È difficile identificare una band o un artista in particolare.

A livello di musicisti, qual è il vostro sogno nel cassetto?

I cassetti li abbiamo buttati dalla finestra e non ci ricordiamo il contenuto, quindi continuiamo semplicemente a fare quello che vogliamo fare, musica!

Album (o gruppo) straniero da consigliare ad un amico

Rust in peace dei Megadeath.

Album (o gruppo) italiano da consigliare ad un amico

I.M.I.V.-New Old Stock, C.S.I. – k.o. de mondo.

Album (o gruppo) in cui quale avresti voluto suonare

Ci stiamo già suonando.

Ultimo album (o gruppo) ascoltato

Ensiferum, CCCP Fedeli alla linea-Epica Etica Etnica Pathos.

Ultima cosa: lasciate un breve messaggio di saluto che possa anche convincere le persone ad ascoltarvi.

Se volete una band che vi faccia divertire sfogare e allo stesso tempo riflettere gli I.M.I.V. sono la band che fa per voi, altrimenti ascoltateci lo stesso.

 

Un ringraziamento particolare a Ivana Stjepanovic e alla band

Intervista di Carlo Vergani 

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