Laufey ha conquistato una generazione con le sue canzoni virtuosistiche sull’amore e la scoperta di sé, dando vita alla sua visione di una musica pop intrisa di jazz e influenze classiche. Dopo essere diventata la più giovane vincitrice di sempre del GRAMMY per il Miglior Album Vocale Pop Tradizionale (con Bewitched), la compositrice, cantante, produttrice e polistrumentista di origini islandesi e cinesi si sente più libera che mai di, come dice lei, “let my heart wander.”
Per il suo terzo album, A Matter of Time, Laufey collabora con i produttori Spencer Stewart e Aaron Dessner.
È il culmine di un viaggio straordinario iniziato quando, da adolescente, suonava il violoncello con la Iceland Symphony Orchestra, prima di scrivere il suo primo singolo di successo mentre studiava al Berklee College of Music.
Ha inoltre registrato il tutto esaurito all’Hollywood Bowl, al Radio City Music Hall e alla Royal Albert Hall di Londra; si è esibita accompagnata dalla LA Phil, dalla National Symphony Orchestra e dalla China Philharmonic Orchestra; ha condiviso il palco con artisti come Jon Batiste e Raye; e ha collaborato in studio con musicisti che spaziano da Beabadoobee a Norah Jones.
La cantautrice, polistrumentista e produttrice islandese-cinese – vincitrice di un GRAMMY Award e protagonista di un successo globale senza precedenti per un’artista della sua generazione – ha presentato dal vivo ieri al Choruslife di Begamo il suo terzo album, A Matter of Time, un progetto che segna una svolta nella sua traiettoria artistica.
Con questo disco, Laufey apre una nuova dimensione del suo universo sonoro: un pop contemporaneo attraversato da eleganza classica, malinconia jazz e da una scrittura che guarda negli occhi la verità emotiva delle cose.
Ringraziamo Glenda e Federico di All Things Live e la ChorusLife Arena di Bergamo.
Foto di Luca Iacono
