Il sorprendente ritorno de I Cani, live all’Atlantico di Roma

Abbiamo assistito ieri alla prima delle cinque date sold out de I Cani all’Atlantico di Roma. Il loro ritorno dal vivo è stato accolto con un entusiasmo sorprendente, come testimoniano le continue repliche aggiunte al tour man mano che ogni data andava esaurita.

Il loro non è mai stato un successo commerciale in senso stretto, eppure I Cani rappresentano uno dei punti di riferimento più determinanti della nuova musica italiana. Forse senza volerlo, con l’album d’esordio hanno inaugurato un immaginario sonoro e narrativo che negli anni è diventato un vero e proprio linguaggio. Un modo di raccontare una generazione, di mescolare pop, cantautorato ed elettronica, capace di anticipare un’intera scena.

Nonostante la recente uscita del nuovo disco, Post Mortem, questo tour non ha l’aria della semplice promozione dal vivo. È piuttosto un ritorno simbolico, un momento storico per chi ha seguito la band fin dagli inizi e per chi, negli anni, ha scoperto quanto quelle canzoni fossero già diventate un pezzo di cultura condivisa.

L’apertura del concerto ha dato spazio soprattutto ai brani più recenti – Buco nero, Colpo di tosse – ma la scaletta ha saputo fondere presente e passato senza scivolare nella nostalgia. I pezzi “di culto” sono stati reinterpretati con nuova energia e una consapevolezza diversa, restituendo un equilibrio in cui le varie fasi del percorso della band convivono naturalmente, senza la necessità di essere messe a confronto.

Il sound è oggi molto più pieno rispetto agli esordi: una sezione ritmica potente, un impianto elettronico raffinato e venature rock che hanno dato allo show una dimensione più internazionale, robusta e fisica.

I Cani non sono semplicemente tornati: sono cresciuti. E questo percorso si riflette in un suono più maturo, in una presenza scenica più sicura, in un Contessa che – pur nella sua nota timidezza – è apparso carismatico, perfettamente a suo agio sotto un semicerchio di luci colorate e visual che amplificavano l’emotività dei brani.

Oggi più che mai, I Cani sono un fenomeno culturale. Forse anche grazie agli anni di silenzio, sono riusciti a sottrarsi alla pressione dell’“evento” e a portare in scena un concerto ricco, completo, stilisticamente lucidissimo ma tutt’altro che freddo.

Di poche, anzi pochissime parole, Contessa è apparso sinceramente commosso dalla calorosa accoglienza del pubblico: migliaia di persone, dai giovanissimi ai fedelissimi della prima ora, che hanno intonato ogni pezzo come un inno generazionale.

Nel secondo bis, sul finale di Lexotan, Contessa si è persino concesso un tuffo tra il pubblico, accolto da un abbraccio sincero, un gesto che è sembrato chiudere simbolicamente il cerchio.

Bentornati.

Ad aprire lo show ieri sera il post punk/ alternative dei Ragazzi Stanchi che hanno aperto le danze con grande professionalità e originalità.

La scaletta:

  1. Io
  2. Buco nero
  3. Colpo di tosse
  4. Come Vera Nabokov
  5. Hipsteria
  6. Questo nostro grande amore
  7. Carbone
  8. Nella parte del mondo in cui sono nato
  9. Nascosta in piena vista
  10. Le coppie
  11. Post punk
  12. Aurora
  13. Sparire
  14. Corso Trieste
  15. Felice
  16. FCFT
  17. Un’altra onda
  18. I pariolini di 18 anni
  19. Velleità
  20. Calabi Yau
  21. Il posto più freddo
  22. Una cosa stupida
  23. Lexotan

Ringraziamo Fabiola di DNA Concerti e Roberta di GDG Press

Testo e immagini di Ginevra Baldassari

 

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