I Magma sono un gruppo di rock progressive francese fondato nel 1969 a Parigi dal batterista Christian Vander, che ha inventato una lingua artificiale, il kobaiano (dal pianeta immaginario Kobaïa in cui vivono) nella quale sono scritti la maggior parte dei testi, il termine kobaiano Zeuhl (“celestiale”) indica il loro stile e la scena musicale francese di jazz fusion/rock sinfonico che li identifica.
Tornati finalmente in Italia dopo l’ultimo concerto in full band del 1979, i Magma si sono esibiti ieri sera alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica per la prima volta a Roma e per l’unica data italiana con la formazione attuale (rinnovata rispetto alle origini) e composta da cinque musicisti (Christian Vander: batteria e voce; Simon Goubert: tastiere; Rudy Blas: chitarra, Thierry Eliez: Fender Rhodes e voce; Charles Lucas: basso), un cantante (Hervé Haknin) e cinque vocalist (Stella Vander, Caroline Indjein, Laura Guarrato, Sylvie Fisichella, Isabelle Feuillebois) che si alternano sul palco creando una progressione sia marziale che corale, con una stratificazione musicale continua che raggiunge l’estasi collettiva.
Le influenze principali sono Carl Orff (le armonie vocali dei Carmina Burana), John Coltrane, Bartók e Stravinskij. Si sente anche l’influenza di Steve Reich e del minimalismo nella ripetizione ossessiva delle cellule sonore.
(Report a cura di Alessandro Sgritta)
La scaletta del live
Mekanïk destruktïw kommandöh
Hhaï
Félicité Thösz
Ehn deiss
The Night We Died
Ringraziamo Marta Fontana di Musica per Roma e tutto lo staff dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
Foto a cura di Emanuela Vertolli
