I Wolf Alice incantano l’Alcatraz di Milano nell’unica data italiana del tour

Dopo lo showcase di giugno che si era svolto all’Apollo Club di Milano in vista dell’uscita del nuovo album The Clearing, i Wolf Alice hanno scelto nuovamente Milano come unica tappa italiana del loro tour mondiale.

Lo showcase era stato un piccolo assaggio del gusto unico e riconoscibile della rock band inglese: i Wolf Alice su quel piccolo palco avevano mostrato una palette di colori unica e rara, dei tratti distintivi che il palco più grande e il pubblico più ampio dell’Alcatraz non hanno fatto altro che amplificare. Scopriamo di più sulla serata di ieri.

Ellie Rowsell: la punta di diamante della band

I Wolf Alice potrebbero essere paragonati ad un diamante a cinque facce, una per ogni membro della band. Ma la vera protagonista di ogni show, colei che dona la luce distintiva e unica al gruppo è senza ombra di dubbio Ellie Rowsell e questo si percepisce dal primissimo secondo dello show, quando fa un’entrata in scena decisamente poco sobria ma ben rappresentativa di ciò che vuole personificare: l’animo seducente, sensuale, poliedrico e brillante della band.

Un riflettore si punta su di lei lasciando il resto del palco in ombra più di una volta. Ellie ha gli occhi di tutto il pubblico puntati addosso, l’attenzione su di sé, un riflettore che la illumina e una brezza (sì, artificiale) che le muove i capelli mentre si mette in posa e lascia emergere tutto il potenziale della sua voce.

Se mai doveste avere l’occasione di sentire i Wolf Alice dal vivo, vi consigliamo di provare a chiudere gli occhi, ascoltare la sua voce e provare a darle corpo fingendo di non sapere che aspetto abbia Ellie. Siamo sicuri che vi immaginerete una donna sinuosa, sexy, sicura di sé e affascinante: tutti aggettivi che calzano alla perfezione su di lei.

Per quanto la band sia composta da ottimi artisti, l’attenzione viene captata magneticamente dalla frontwoman. Lei ne è consapevole, gli altri musicisti del gruppo altrettanto, e la struttura dello show calca la mano su questo aspetto con giochi di luce, colori e riflettori che la cercano ogni volta che si muove.

Un po’ anni 70 un po’ burlesque

Il mood della serata, da un lato, ricorda la musica live degli anni ’70: palla stroboscopica con i suoi giochi di luce, il sipario brillante, le luci soffuse e l’artista che fa il suo ingresso illuminata da una luce ad occhio di bue. Dall’altro lato, la sensualità, il look glamour e il modo di giocare con luci e ombre ricorda anche il burlesque, o meglio il neo-burlesque: una versione più moderna e sensuale, che richiama il cabaret musicale senza i tratti ironici tipici del burlesque vintage.

Il doppio animo dei Wolf Alice

Questo diamante a cinque facce non è sola luce. Infatti, i Wolf Alice hanno decisamente delle sfumature dark. Il merito va ancora una volta alla versatilità vocale di Ellie Rowsell che può passare dal canto ipnotico di una sirena all’urlo liberatorio di una banshee senza versare una goccia di sudore. Ovviamente il resto della band gioca un ruolo essenziale in questo cambio di mood, passando da sonorità più indie e folk a convincenti assoli di chitarra strizzando l’occhio al rock più convinto o addirittura al punk.

Un modo per comprendere al meglio questo doppio animo della band? Ascoltate The Sofa e poi Yuk Foo. Vi sarà più chiaro che mai.

Scaletta del concerto

La scaletta del concerto, così come lo show, dimostrano la versatilità di una band che sceglie di mettersi alla prova attraverso generi diversi, con sonorità che sembrano opposte tra loro ma che hanno un filo conduttore ben definito e travolgente: la voce di Ellie Rowsell, che è l’emblema della poliedricità della band.

Una cosa ieri sera l’abbiamo capita di sicuro: dall’agitare le braccia dolcemente, a tempo di musica, a scuotere la testa in perfetto stile headbanging a volte basta un attimo. Specialmente se a esibirsi sono i Wolf Alice.

  • Thorns
  • Bloom Baby Bloom
  • White Horses
  • Formidable Cool
  • Just Two Girls
  • Safe From Heartbreak (If You Never Fall in Love)
  • How Can I Make It OK?
  • You’re a Germ
  • Bros
  • The Sofa
  • Silk
  • Bread Butter Tea Sugar
  • Leaning Against the Wall
  • Yuk Foo
  • Play the Greatest Hits
  • Play It Out
  • Giant Peach
  • Smile
  • Encore: The Last Man on Earth + Don’t Delete the Kisses

Ringraziamo Sara Bricchi di On Out Now per averci dato la possibilità di essere presenti allo show.

 

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