Per due sere consecutive, i Pinguini Tattici Nucleari si sono esibiti davanti ad un San Siro gremito di persone. Ecco i migliori momenti della seconda serata.
Ci sono molti modi per dichiarare il proprio amore. Secondo Riccardo Zanotti, frontman dei Pinguini Tattici Nucleari, l’amore è un sentimento nobile e il romanticismo è un misto tra impegno e sacrificio. Lo ha detto ieri sul palco, prima di intonare Romantico ma muori, ed è un concetto che ritroviamo in molti brani della band bergamasca che ci parla di amore in modo diverso, autentico, doloroso, malinconico ma nello stesso tempo ricco di affetto. I Pinguini ci raccontano di un tipo di bene che spesso va oltre l’amore, del collezionare momenti indelebili con le persone che amiamo.
L’ascesa dei Pinguini Tattici Nucleari è stata stupefacente. Dal 2010 ad oggi hanno scalato ogni classifica, aggiudicandosi un posto d’onore tra le band di maggior successo di vendite nell’era digitale. Tutt’ora detengono il record di più biglietti venduti grazio allo scorso tour Fake News.
Potremmo andare avanti a snocciolare numeri e record infranti ma non è questo l’obiettivo dell’articolo, oggi vogliamo raccontarvi cosa è successo ieri sera e della magia che si è instaurata tra il pubblico e questi ragazzi che con umiltà e talento, hanno incantato un San Siro sold out, due volte.
Hello World, Hello San Siro
Il 6 dicembre 2024 esce Hello World. In una sola settimana diventa disco d’oro, e dopo un mese si aggiudica il disco di platino. Sabato 7 giugno 2025 comincia il tour dedicato a questo nuovo album, con 9 date in stadi e arene colossali, ma forse ancora troppo piccole per riuscire ad accogliere tutti coloro che vogliono sentire i Pinguini dal vivo.
Lo show di ieri comincia con un countdown incorniciato da un tramonto estivo, al termine del quale Giovani Wannabe e Ringo Starr scaldano gli animi quanto basta per dare via allo spettacolo. Poi le luci si abbassano e arriva il momento di rendere indelebile la serata. Come? Con un tatuaggio. Durante Hold on una ragazza tra il pubblico viene fatta salire sul palco e un tatuatore, nel breve tempo della canzone, le regala per sempre un ricordo della serata: la scritta Hold on tatuata sul braccio.
E ti aggrappi alle mie insicurezze
Che si mischiano bene alle tue
Come baci rubati alle feste
Messaggi mandati per sbaglio alle due
Ti rivedo nei gol di chi segna ai playoff
Ricorda, ce l’hai scritto sul polso
Che la vita ti fotte, ti fa revenge porn
Solo una ragazza in tutto il pubblico ha ricevuto il tatuaggio, ma possiamo dire che i Pinguini hanno la capacità di rimanere marchiati sulla pelle – o addirittura sotto pelle – di chiunque abbia la possibilità di ascoltarli dal vivo. Perché parlano di noi. Perché le loro canzoni sono fatte di vita, di piccoli momenti semplici e apparentemente non rilevanti, ma che insieme raccontano una storia: la nostra. Quella di tutti noi. Un raccolto reale fatto di amore, viaggi in autostrada, shampoo all’albicocca, del sapersi dire addio per lasciarsi liberi nonostante ci si conosca dalla prima elementare. Niente metafore auliche, niente romanticismo spiccio o frasi fatte: c’è vita vera in ogni brano.
Brindisi, voci fuori campo, alienazione e felicità
La serata prosegue con un brindisi di gruppo, o meglio: Riccardo Zanotti si versa un amaro e canta al pubblico proprio Amaro, spiegando come spesso sia più semplice parlare di ciò che ci appesantisce con un bicchiere in mano.
Mi servirà un amaro
Per far passare l’amaro in bocca
Poi “la bottiglia si svuota” e sale Max Pezzali sul palco per cantare insieme il loro singolo Bottiglie Vuote che sa di mare, estate, qualche rimpianto e un pizzico di nostalgia. D’altronde, la penna di Max Pezzali e di Riccardo Zanotti non sono poi così diverse…
Casa e comfort zone
Poi arriva il momento di conoscere la voce fuori campo che interviene più volte nel corso della serata. Ci parla della tendenza dell’uomo di pensare sempre in avanti senza prendersi la premura di tornare indietro, ci parla di un computer che chiede alla luna cosa voglia dire essere vivi e della risposta di quest’ultima: poter tornare a casa.
Ma la voce robotica ci parla anche di sé stessa, del suo essere programmata per dire sempre la verità, mentre lei vorrebbe poter mentire, vorrebbe poter correre e inciampare, sbucciarsi le ginocchia e rabbrividire. Un piccolo squarcio di contemporaneità, in cui c’è alienazione certo, ma c’è anche la possibilità di tornare a casa, di sentirsi parte di qualcosa di più grande, di poter contare sugli altri ed essere umani, perché valiamo più di qualsiasi macchina o intelligenza artificiale.
Alieni, Bergamo e Scrivile scemo vengono cantate una dopo l’altra ed Elio Biffi (tastiera, fisarmonica, voce della band), si spoglia – “Perché nella vita bisogna spogliarsi di ogni timidezza” – e ci spiega il motivo per cui hanno scelto quest’ordine: viviamo in un mondo in cui ci si sente alienati, in cui fatichiamo a comunicare ma è importante uscirne, diventare un tutt’uno con gli altri e saltare fuori dalla comfort zone… anche solo inviando il messaggio che abbiamo paura di mandare.
La serata prosegue con Antartide, Coca zero, Piccola volpe e Islanda, cantate all’unisono dalle oltre 70mila persone presenti, poi Nicola Buttafuoco (chitarra della band) fa scatenare il pubblico con un dj set, raccontando che spesso cerchiamo la felicità in ciò che è nuovo, ma non è sempre lì. Spesso la felicità sta nelle canzoni che abbiamo sentito anni fa e che non ci siamo mai tolti dalla testa, dalla pelle. C’è più di noi lì dentro che in qualsiasi nuova canzone. Il medley è un breve viaggio tra alcuni grandi successi dei Pinguini, sapientemente mixati.
“Anche se sembra finita, non è finita davvero”
Il finale di serata ha portato con sé molte emozioni, la più intensa probabilmente è stata vissuta dal pubblico quando un videomessaggio di Chiara Tramontano – sorella di Giulia Tramontano, vittima di femminicidio insieme al figlio che portava in grembo – è stato mostrato sui mega schermi. Chiara nel video ha parlato di sua sorella non come un simbolo, ma come un essere umano la cui storia può parlarci, e i Pinguini ce l’hanno raccontata intonando Migliore, brano scritto per lei.
Piccola donna che cammini tra le stelle
Mostri le ferite che nascondi tra la pelle, sono 37Tramontano le nuvole, ma resterà il sole
Perché tu ti meriti un giorno miglioreHo finito le parole
Cerco il mio finale e so che
Forse non sarà il migliore
Ma almeno sarà qui con te
Poi le luci si spengono ma gli applausi continuano perché quelli non sono per la band, sono per Giulia che è lì anche senza poterci essere fisicamente, raccontata in quella canzone.
Pastello Bianco e saluti finali
Dopo Rubami la notte, la serata termina con Pastello Bianco e per indovinarla bastano ciliegie e amarene messe in bella mostra sullo schermo, perché – proprio come ha sottolineato Riccardo – il più grande successo per un cantautore è riuscire ad evocare un brano nella mente delle persone mostrando una singola immagine.
“Chiudiamo con una canzone che ci ha cambiato la vita, un caso raro di canzone che non viene ascoltata ma che ascolta voi. Una canzone che ha una lunga storia che non racconteremo di nuovo stasera. Ci fate l’onore di cantarla con noi?”
Neanche a chiederlo. San Siro la canta eccome. Ma noi la storia di questo brano ve la riportiamo, utilizzando proprio le parole di Riccardo, perché è indicativa di quanta autenticità ci sia in ogni brano dei Pinguini:
“Una canzone nata da un’e-mail. Una ragazza un giorno scrive una mail e mi dice: “Ti racconto la storia d’amore più importante della mia vita”. Mi metto lì, colazione, cappuccino; la leggo tutta.
Incredibile. Sembrava quasi Dostoevskij. Scritta molto bene. Lei penso fosse una professoressa di lettere. Arrivo alla fine, insomma, drammi, traumi. Si prendono, si lasciano. E alla fine si lasciano del tutto. Lei dice: “non voglio che metti tutto quello che ho scritto prima, metti solo una frase che mi farà capire che hai letto la mail e che la canzone è per me. Ovvero che lui, LUI, l’amore della mia vita, mi ha insegnato la differenza tra le ciliegie e le amarene.” Ed è bello, secondo me, che nessuno di noi qui sappia qual è la differenza tra le ciliegie e le amarene. Anche chi lo sa, stia zitto. Perché quello lì è il loro segreto. Ed io l’ho scritta per loro la canzone. La canzone si chiama Pastello Bianco.”
Così l’intero stadio ha cantato Pastello Bianco, di come l’amore non finisce sempre con la fine di una relazione e quei disegni restano lì, quasi invisibili, ma sempre pronti per essere colorati.
“Anche se sembra finita, non è finita davvero. Fidatevi di me” ci rassicura Riccardo ed effettivamente non mente perché, dopo una finta uscita di scena, la band torna sul palco sedendosi attorno ad un falò, accompagnando i titoli di coda per non fare sentire solo chi ha scelto di rimanere proprio fino alla fine.
La musica non si ferma, Riccardo continua a cantare e lo fa portandoci nel backstage e questo non ci stupisce: non c’è finzione, non c’è quarta parete, lui ci fa entrare. Che sia nel camerino alla fine di uno show o nella sua vita o in quella di altri attraverso i suoi testi. E ci saluta da lì, mordendo una mela.
Tracklist del concerto
- Hello World
- Giovani Wannabe
- Ringo Starr
- Romantico ma muori
- Hold On
- Ricordi
- La storia infinita
- Amaro
- Bottiglie vuote
- Alieni
- Bergamo
- Scrivile scemo
- Antartide
- Coca zero
- Lake Washington Boulevard
- Piccola volpe
- Islanda
- Medley
- Dentista Croazia
- Verdura
- La banalità del mare
- Giulia
- Migliore
- Ridere
- Rubami la notte
- Pastello bianco
- Titoli di coda
Hello World Tour: tutte le date
- 7 giugno – RCF Arena (Campovolo), Reggio Emilia
- 10 e 11 giugno – Stadio San Siro, Milano
- 14 giugno – Arena della Marca, Treviso
- 17 giugno – Stadio Olimpico Grande Torino, Torino
- 21 giugno – Stadio del Conero, Ancona
- 25 giugno – Visarno Arena, Firenze
- 28 giugno – Stadio Diego Armando Maradona, Napoli
- 4 luglio – Stadio Olimpico, Roma
Vi auguriamo di sentire i Pinguini Tattici Nucleari, che sia durante un viaggio in macchina o live ad un concerto. Sentire, non ascoltare. Perché se esistono canzoni che si ascoltano, le loro decisamente vanno sentite, fino in fondo.
Ringraziamo Roberta Rifezzo, Elena Tosi, Friends & Partners e Astarte Agency per averci dato la possibilità di assistere allo show.
Live Report a cura di Alessia Barra
Foto di repertorio a cura di Stefanino Benni
