I Mumford & Sons infiammano il Rock in Roma: travolgenti, intimi e innamorati dell’Italia

C’è un momento preciso, durante un concerto dei Mumford & Sons, in cui capisci che non stai semplicemente assistendo a uno show, ma che sei parte di una gigantesca festa di famiglia. Quel momento, ieri sera all’Ippodromo delle Capannelle per la rassegna Rock in Roma, si è ripetuto dall’inizio alla fine di una data del loro “Prizefighter tour” che rimarrà impressa a lungo nella memoria dei presenti.

A fare da cornice, un colpo d’occhio impressionante: un’arena gremita, caratterizzata da una vastissima partecipazione di pubblico straniero, a testimonianza dell’appeal internazionale di una band che sa parlare una lingua universale, quella del folk-rock più viscerale.

L’apertura dei Caamp e il primo colpo di scena

La serata è iniziata sotto i migliori auspici grazie ai Caamp, la band folk americana scelta per aprire il live. Con le loro sonorità calde e genuine hanno scaldato a dovere l’atmosfera.

Ma il vero tributo alla loro presenza è arrivato a metà della serata principale, quando il frontman dei Caamp, Taylor Meier, ha raggiunto Marcus Mumford e compagni sul palco principale. Insieme hanno regalato una versione da brividi di Here, un momento di pura magia acustica e complicità artistica che ha letteralmente incantato le Capannelle.

Il blitz al mixer: pubblico disorientato (e felice)

I Mumford & Sons sul palco si divertono da matti, e questa energia è contagiosa. Corrono, saltano, si scambiano gli strumenti con la disinvoltura di chi si trova nel salotto di casa propria. Ma la vera sorpresa della serata è arrivata quando la band, con un vero e proprio blitz, ha abbandonato il main stage per fiondarsi verso un secondo palco, decisamente più piccolo e intimo, allestito accanto alla torretta del mixer.

Il pubblico, colto di sorpresa, si è disorientato per qualche secondo, prima di girarsi in massa e “inseguire” la band con una selva di smartphone alzati per catturare la vicinanza inedita. Da quella piccola postazione in mezzo alla folla, spogliati di ogni effetto speciale, i Mumford hanno eseguito due perle: I’ll Tell You Everything e Ghosts That We Knew. Una parentesi acustica di rara intensità che ha azzerato le distanze tra artisti e spettatori.

“Siamo così felici di essere tornati in Italia. Questo Paese ha un’energia che non troviamo in nessun altro posto al mondo”

Questo il mantra ripetuto più volte da Marcus Mumford durante la serata, visibilmente emozionato di fronte al calore della capitale. Una dichiarazione d’amore ricambiata da un boato del pubblico ad ogni accenno di italiano.

Un finale da brividi

Il finale è stato un crescendo di energia pura, con le immancabili hit che hanno fatto saltare all’unisono l’arena di Rock in Roma. I Mumford & Sons hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che il loro folk non è fatto per essere solo ascoltato, ma per essere vissuto. Roma ieri sera lo ha fatto a pieni polmoni, ballando sotto le stelle fino all’ultima nota.

La scaletta del live

Begin Again
Little Lion Man
White Blank Page
Rubber Band Man
Awake My Soul
Lover of the Light
Hopeless Wanderer
Prizefighter
Badlands
Believe
Truth
Ditmas
The Cave
Here (feat. Taylor from Caamp)
Stay
Delta
The Wolf

I’ll Tell You Everything
Ghosts That We Knew

Rushmere
The Banjo Song
I Will Wait

 

Ringraziamo The-Base e Lucia, Flavia, Jacopo di Daniele Mignardi Promopress Agency.

Le photogallery a cura di Emanuela Vertolli

 

Caamp

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