GlazyHaze e SatanTango: un viaggio emotivo tra riverberi e controluce.

Il 15 aprile 2026 al Covo Club di Bologna è andata in scena una di quelle serate che scorrono leggere ma lasciano il segno: palco condiviso, birrette in mano e teste che ondeggiano senza bisogno di troppe istruzioni. A guidare il flusso, due progetti che parlano linguaggi affini ma con accenti diversi: GlazyHaze e SatanTango.

I GlazyHaze arrivano da Venezia e si portano dietro una miscela ben dosata di shoegaze, dream pop e psichedelia. Nati a fine 2021, hanno già chiaro il loro territorio sonoro: chitarre stratificate, riverberi che si allungano e una voce che si muove tra ombra e luce. Irene (voce e chitarra), Lorenzo (chitarra), Francesco (batteria) e Vsevolod (basso e voci) costruiscono set che alternano momenti più cupi a derive eteree, senza perdere coesione. Dal vivo, quella patina sognante prende corpo e diventa qualcosa di fisico, quasi tattile.

Prima di loro (o accanto, a seconda di come si vuole leggere la serata), i SatanTango — nome preso in prestito dal film Satantango — portano sul palco una provincia che non chiede di essere abbellita. Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi lavorano per sottrazione e intensità: suono sporco, scrittura densa, un immaginario che sa di nebbia, capannoni e nostalgia ostinata. Il loro è un DIY autentico, istintivo all’origine ma poi cesellato con cura, tra shoegaze, derive progressive e un’attitudine alternative che evita qualsiasi manierismo.

Insieme, le due band disegnano una traiettoria coerente: atmosfere scure ma mai chiuse, romanticismo che non scivola nel cliché, e quella sensazione condivisa di stare dentro qualcosa che appartiene a una generazione precisa, senza bisogno di dichiararlo.

Si ringraziano per l’opportunità DNA Concerti e lo staff del Covo Club di Bologna

Qui sotto, il racconto fotografico della serata a cura di Elisa Catozzi

 

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