C’era un’aria speciale ieri al Palazzo dello Sport di Roma, come se la città avesse trattenuto il respiro in attesa di una voce capace di trasformare lo spazio in qualcosa di più grande, più intimo, più luminoso.
Quando Elisa è salita sul palco, non è stata solo musica a diffondersi: era una vibrazione collettiva, il filo invisibile che unisce un’artista al suo pubblico.
Il tempo sospeso dei grandi successi
La prima parte del concerto è stata un ritorno a quelle canzoni che hanno accompagnato anni, amori, viaggi, cadute e rinascite. Elisa ha intonato i suoi classici come si sfiora il dorso di un libro molto amato: con rispetto, con dolcezza, con la consapevolezza che ogni nota appartiene ormai a tutti. Il palazzetto sembrava un unico coro, un’unica storia, una stanza vasta fatta di ricordi che si accendono e si riconoscono.
Su “Vivere tutte le vite“, un’ombra familiare è comparsa tra le luci: Carl Brave, accolto da un abbraccio sonoro del pubblico. Insieme hanno dato vita a un momento speciale, una parentesi di connessione autentica, come un lampo in mezzo a una notte limpida. Un duetto intenso da lasciare un profumo nell’aria.
La metamorfosi: elettronica, luce, vibrazione
Poi qualcosa è cambiato. La scena ha tremato, la pelle è diventata elettrica, e lo spettacolo si è trasformato in una creatura nuova. La seconda parte del concerto era un futuro possibile: laser che si aprivano come fiori cromatici, linee di luce che tagliavano lo spazio, battiti elettronici che pulsavano come un cuore impaziente. Elisa si muoveva dentro questo universo luminoso con naturalezza, come se lo abitasse da sempre: parte sciamana, parte astronauta, parte danzatrice.
Un finale che resta addosso
Quando le ultime note hanno lasciato l’aria, la platea era ancora lì, sospesa, come se nessuno volesse davvero tornare alla notte reale fuori dal palazzetto. Elisa ha salutato con gratitudine, con quello stile che la contraddistingue: essenziale, sincero, luminoso. Roma ha risposto con un’ovazione che sembrava una promessa: quella di custodire questa notte, questa metamorfosi, come un piccolo talismano di luce.
Setlist del live
Dillo solo al buio
Labyrinth
Rainbow
Broken
Vivere tutte le vite
O forse sei tu
Heaven Out of Hell
Stay
Eppure sentire (un senso di te)
Hallelujah
Promettimi
Anche fragile
Ti vorrei sollevare
Una poesia anche per te
Ti chiameró amore
A tempo perso / It Is What It Is / Cure Me / NEON – Le Ali
Dancing
Se piovesse il tuo nome
Seta
Palla al centro
Nonostante tutto
No Hero
L’anima vola
Luce (tramonti a nord est)
Together
Gli ostacoli del cuore
A modo tuo
Qualcosa che non c’è
Ringraziamo Friends&Partners, Marianna Petruzzi di MNComm e tutto lo staff del Palazzo dello Sport di Roma
La nostra fotogallery a cura di Emanuela Vertolli
