Damien McFly: curiosità sul nuovo album “For Those Who Care” e le date del tour europeo

Scopriamo di più sul nuovo album del cantautore padovano Damien McFly e quali sono le tappe del tour che avrà inizio il 6 dicembre.

Il 5 novembre 2025 è uscito il terzo album di Damien McFly, For Those Who Care, che rappresenta una sintesi del suo percorso artistico e personale.

Le undici tracce alternano atmosfere folk, momenti rock e ballad più intime, tra speranza, paura del cambiamento e gratitudine per un decennio vissuto nella musica con la consapevolezza di poter vivere di questo.

Il 6 dicembre 2025 avrà inizio il tour europeo che toccherà Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Slovacchia. In occasione dell’inizio del tour, abbiamo avuto l’opportunità di fare qualche domanda all’artista e di scoprire alcune curiosità sul suo percorso nella musica e sul suo nuovo album.

Intervista a Damien McFly


Com’ è nata la tua passione per la musica e cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera da cantautore?

Ho iniziato a suonare fin da bambino, prima la batteria poi la chitarra e infine la tastiera. Ho due sorelle e un fratello più grandi e bene o male tutti suonavano la chitarra quindi è stato facile imparare le basi dello strumento. Negli anni poi ho suonato in diverse cover band come batterista o come cantante, scrivendo le mie prime canzoni. Dopo che si è sciolto il duo di cover che avevo “I Fratelli McFly” avevo scritto alcuni brani in inglese che sono diventati un album nel 2015 chiamato Parallel Mirrors. Ho sempre sentito la spinta a scrivere musica e a buttare giù i miei pensieri, anche se credo che le prime canzoni parlassero solo di delusioni amorose.


Come mai la scelta di scrivere in inglese?

Ho sempre cantato cover di brani in inglese fin da piccolo e dal liceo in poi ho sempre sognato di andare a vivere negli Stati Uniti e fare musica lì. Poi le cose sono andate in maniera diversa ma scrivere in inglese mi permette di essere un’artista internazionale, e non avere un limite geografico mi dà molti più stimoli.


Il nuovo album cosa rappresenta per te e in cosa pensi si distingua rispetto ai tuoi lavori precedenti?

Il mio nuovo disco For those who care è forse il primo album che sa di essere album, mi spiego: il primo album contiene le prime canzoni che ho scritto, senza una grande selezione, il secondo è un album uscito troppo tardi per vari motivi e, quando è uscito, stavo già scrivendo altre cose con mood diversi. Ecco perché questo è un album su cui ho speso molto tempo e raccoglie canzoni selezionate tra molte. C’è quindi un legame più forte tra i brani e una maggior voglia di dare una più profonda identità alla mia musica.

 

Qual è la canzone del nuovo album che ami di più?

In questo momento è difficile scegliere tra Years and Years e Inner flame, ma per dare una risposta unica vi direi la seconda. Si tratta di un brano che ho scritto nel 2020 ed era nato in tutt’altra forma. Un giorno ho deciso di spogliarlo da tutto il vecchio arrangiamento e farne una versione molto più acustica. Da lì ho aggiunto pochissima produzione ed è diventato un brano molto più autentico e diretto.

 

I brani che scrivi sono ispirati ad un tuo vissuto reale?

Sì, quasi nel 90% dei brani parlo di cose che ho vissuto in periodi diversi della mia vita.

Le tematiche vanno da relazioni finite a nuove speranze, da riflessioni su chi sono e chi voglio diventare, a come a volte serva commettere nuovamente degli errori per aprire nuove porte.

 

Who You Are è presente nell’album anche in versione acustica. Come mai? È un brano di cui volevi evidenziare due lati diversi?

In realtà inizialmente l’idea era di lasciare entrambe le versioni, poi nella versione ufficiale ho lasciato solo la versione “rock” di Who You Are. Questo perché per il messaggio che la canzone porta con sé preferisco comunicarlo in un modo più viscerale e meno dolce, nonostante sia molto affezionato alla versione acustica, dove certi versi delle strofe forse arrivano meglio.

 

C’è una band o un’artista che ti ha ispirato più di tutti gli altri nel tuo percorso musicale?

Una band che ho sempre seguito e stimato molto sono i Mumford and Sons, per la loro profondità nei testi e per non essersi mai fermati ad un solo genere.

 

Ti sei esibito in giro per il mondo. C’è un luogo, una data live in particolare, che ti rimarrà per sempre nel cuore? Per il pubblico o per le emozioni che hai provato?

Non una in particolare, ma due. La prima risale al 2014, il mio primo live negli Stati Uniti, una delle emozioni più forti della mia vita e la sensazione incredibile di aver realizzato un mio sogno. La seconda invece è il 3 marzo 2019, concerto in Piazza San Marco a Venezia durante il carnevale. Suonare i miei brani davanti a 10 mila persone è stata una botta di adrenalina che non dimenticherò mai.

 

Il tour europeo inizierà a brevissimo, il 6 dicembre, cosa ti aspetti? Qual è la canzone che non vedi l’ora di cantare live?

Molti posti li conosco già e so cosa aspettarmi ma sono davvero eccitato per tutti i club in cui non sono ancora stato e di ritornare in UK dopo alcuni anni con un vero e proprio tour a biglietto. Non vedo l’ora di portare tutti i brani del nuovo disco live, ma credo che dal vivo la canzone che renderà tanto e che spero di lasciare impressa nella memoria del pubblico sarà In Vertigo.

Grazie Damien per il tempo che ci hai dedicato, e in bocca al lupo per questa avventura europea!


Date del tour

06/12 – Steam Packet Inn, Isle of Whithorn (UK)

13–14/12 – Gracie O’Mally’s, Prestwick (UK)

21/12 – Bjorn, Rossano Veneto (IT)

28/12 – Piazza Brugnoli, Asolo (IT)

17/01 – Mattorosso, Montebelluna (TV, IT)

25–28/02 – Francia (Barberaz, Haguenau, Troyes)

03–11/03 – Tour UK (Londra, Totton, Brighton, Hastings, Bournemouth, Edimburgo)

20–27/03 – Bratislava e Germania

 

Tracklist dell’album For Those Who Care

  • Superlovers
  • Waste It On Me
  • Down My Spine
  • Inner Flame
  • I’m Getting Older
  • Years and Years
  • In Vertigo
  • Who You Are
  • Enough To Stay
  • Rust
  • Powerless

 

Qualcosa in più sull’artista…

Con oltre 500 concerti in 15 Paesi, Damien McFly è una delle voci più riconoscibili del nuovo folk-pop italiano.

Dal debutto con Parallel Mirrors (2015) ha calcato palchi internazionali come SXSW (USA), Canadian Music Week e BBC Carfest, ricevendo riconoscimenti al John Lennon Songwriting Contest di New York. Negli ultimi anni ha collaborato con artisti come Cesare Cremonini e Nek, e i suoi singoli sono stati trasmessi da MTV Music, Radio Capital e Rai Radio 1.

Il nuovo album “For Those Who Care” segna un ritorno maturo e ispirato, tra folk, indie e rock d’autore.

 

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