Baustelle a Sexto ’Nplugged: la bellezza del tempo sospeso

Nella cornice sospesa e fuori dal tempo di Sesto al Reghena, i Baustelle hanno portato in scena un concerto intenso, elegante e perfettamente cucito sul luogo e sul momento. Il cielo ha retto, nonostante le previsioni di pioggia, e l’atmosfera rarefatta della piazza — illuminata solo dalla luce calda dei riflettori e da un pubblico attento e partecipe — ha fatto da sfondo a uno degli appuntamenti più attesi del festival.

I Baustelle salgono sul palco e da subito impongono il loro ritmo, sospeso tra il nuovo corso di El Galactico e i brani che hanno segnato gli anni precedenti. La scaletta, senza sbavature né concessioni all’ovvio, ha attraversato la poetica della band con coerenza e misura, alternando pezzi più orchestrali a momenti più asciutti, quasi cinematografici.

La voce di Francesco Bianconi, le armonizzazioni con Rachele Bastreghi, gli arrangiamenti sempre ricercati ma mai pretenziosi: tutto ha funzionato. Nessun effetto speciale, nessuna spettacolarizzazione forzata — solo la musica, i testi e un senso raffinato della messa in scena. 

Un concerto che non ha cercato la festa a tutti i costi, ma ha offerto piuttosto un’esperienza da assaporare con lentezza. Una chiusura all’altezza per il Sexto ’Nplugged 2025, in cui i Baustelle si sono confermati maestri di una forma di live in via d’estinzione: quello in cui tutto — dalle luci al repertorio, dall’intenzione all’estetica — sembra pensato con cura.

Foto a cura di Elisa Moro

Si ringrazia l’organizzazione di Sexto Nplugged

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