Arisa al Brancaccio: esordi e voce

Al Teatro Brancaccio il concerto di Arisa è cominciato in un tempo sospeso, prima ancora che il sipario si aprisse davvero. La sala immersa nella penombra, i video degli esordi, le lettere lette fuori campo, le immagini di una carriera costruita passo dopo passo. Poi, quasi come un’apparizione uscita da un vecchio televisore acceso nel cuore della memoria, Arisa ha iniziato a cantare “Sincerità” e “Malamorenò” con il sipario ancora chiuso, indossando gli stessi abiti di scena che avevano accompagnato quei primi anni della sua carriera.

Un gesto semplice ma potentissimo. Non nostalgia da archivio, ma una vera ricostruzione emotiva delle origini. Gli occhiali iconici, gli outfit che il pubblico associa immediatamente alla Arisa degli inizi, quella arrivata a Sanremo con una voce fuori formato e un’ironia capace di rompere ogni schema. Il Brancaccio, in quei minuti, si è trasformato in una macchina del tempo sentimentale.

Quando il sipario si è finalmente aperto, Arisa è entrata in scena accolta da un applauso lungo, quasi liberatorio. Da lì il live ha preso la forma di un viaggio musicale elegante e profondamente umano. In scaletta i brani che hanno segnato il suo percorso eseguiti con arrangiamenti essenziali che lasciavano spazio soprattutto alla voce, vera protagonista della serata.

Tra una canzone e l’altra, Arisa ha alternato ironia e confessioni personali, mantenendo quel tono disarmato che da sempre rappresenta la sua autenticità. Nessuna costruzione da diva, nessuna distanza: soltanto il desiderio di condividere fragilità e musica con chi era lì ad ascoltarla. La parte più riuscita della serata è stata sicuramente quella di aver mostrato non solo l’artista, ma tutto il percorso umano nascosto dietro la voce. 

La scaletta del live:

Let It Sunshine 
Sincerità
Malamorenò
Nuvole

Portami con te
Amore universale
Il tuo profumo
Magica favola
Atomi
Lonely boy
Vento tra le braccia
Non mi mancherai
Foto mosse
Cime tempestose
Ed era maggio
Benedetti amanti
Arrivederci
Medea
Ortica 
Missiva d’amore 
Vasame – Amami 

Canta ancora
Meraviglioso amore mio
Pace
La notte
Controvento
Rugiada

 

Ringraziamo Friends&Partners, Elena Tosi, Roberta Rifezzo e tutto lo staff del Teatro Brancaccio.

Photogallery a cura di Emanuela Vertolli

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