Angelo Branduardi illumina Bologna con una serata nel nome di Francesco

Angelo Branduardi ha  portato al Teatro Duse di Bologna il suo spettacolo “Il Cantico”, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. Il concerto è infatti diviso in due parti, e nella prima viene eseguito per intero l’album “L’infinitamente piccolo“, i cui testi erano ispirati alle Fonti Francescane e riportavano alcuni fra gli episodi più siginificativi della vita di san Francesco. Questa parte del concerto permette di riscoprire uno fra gli album più cari ai fan di Branduardi, ma anche di riscoprire l’attualità del pensiero francescano, che nei suoi testi trattava temi come la fratellanza, l’accoglienza e la povertà consapevole. La presentazione dei brani nello stesso ordine in cui appaiono nell’album porta quindi alla conclusione con “Salmo“, il cui testo venne scritto da Ennio Morricone. Non è semplice trovare un brano migliore degli altri; questo disco, anche a distanza di 25 anni dalla sua pubblicazione, mantiene intatta la sua forza comunicativa e la sua perfezione stilistica. 

Nella seconda parte del concerto, invece, Branduardi presenta una serie di brani estratti dal resto della sua discografia, che spaziano fra quei grandi classici che non possono mancare a ogni suo concerto, ma anche con alcune sorprese e brani meno noti, che non vengono quasi mai eseguiti dal vivo (in particolare “Per ogni matematico” e soprattutto la ninna nanna “La collina del sonno”, che diventa anche occasione, da parte di Branduardi, per una brevissima lezione sulla scala pentatonica e sul tritono). Ogni brano viene accompagnato da un’introduzione più o meno approfondita; colpisce in modo particolare quella che introduce i tre pezzi estratti dall’album “Il dito e la luna“, che diventa un’occasione per ricordare Giorgio Faletti, che fu autore di buona parte dei testi, e il suo talento come scrittore. Come bis vengono invece eseguite tre versioni leggermente accorciate di classici intramontabili come “Alla fiera dell’est”, “Cogli la prima mela” e “La pulce d’acqua“. Tutti i brani vengono eseguiti con grandissima cura e arrangiamenti raffinati. Branduardi, sia che suoni il suo fido violino, sia che canti soltanto, si conferma un intrattenitore esperto e senza tempo, e la sua voce (seppure con qualche linea vocale leggermente modificata) si eleva solida e sicura a sostegno di tutto il concerto.

Si ringraziano Alessandra Bolchini, Morena Raspanti di Lungomare Srl e Marina Brancaccio e tutto lo staff del Teatro Duse per la consueta cortesia e professionalità.

Live e foto report a cura di Anna Minguzzi. 

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