The Stranglers e Ruts Dc: il punk abbraccia il Teatro della Concordia di Venaria Reale

The Stranglers e Ruts Dc: il punk abbraccia il Teatro della Concordia di Venaria Reale

Quella di lunedì 2 dicembre è stata una serata all’insegna del Punk a Venaria. In un Teatro della Concordia tutt’altro che esaurito si sono esibiti i The Stranglers e i Ruts Dc.  

I nostalgici del movimento musicale che ha abbracciato i favolosi anni ’70 hanno voluto far sentire il loro calore a due band che in qualche modo hanno scritto la storia. Tra di loro anche Enrico Ruggeri, che con i suoi Decibel ha portato il punk anche dalle nostre parti. 

Certo The Stranglers non possono essere definiti punk band “tout court”… La loro formazione sarebbe addirittura antecedente a quel 1975 in cui si fissa l’anno zero del punk inglese, almeno per quanto riguarda l’Inghilterra. La loro musica ha sicuramente origini più profonde e, se vogliamo, più raffinate di quei “tre accordi” che hanno definito gli esordi del movimento musicale che ha scosso lo stagnante mondo musicale del tempo. Sicuramente hanno beneficiato dell’etichetta di punk band e hanno cavalcato l’onda per riuscire ad imporsi, anche utilizzando “bravate pubblicitarie” come quella di invitare delle spogliarelliste durante l’ormai celebre concerto del 1978 al Battersea Park. Ma se poi andiamo a guardare le credenziali dei musicisti che componevano la band, allora scopriamo che alcuni di loro aveva già suonato in gruppi blues, jazz e addirittura con orchestre sinfoniche. Inevitabile, dunque, che nel loro repertorio affiorino riferimenti musicali che richiamano la psichedelia dei Doors e il rock prog, certificato dall’uso delle tastiere di Dave Greenfield (altra anomalia, se vogliamo, in contrasto con la strumentazione basilare del punk: voce, chitarra, basso e batteria). Della formazione originaria sono rimasti proprio solo il tastierista e il bassista Jean-Jacques Burnel a caratterizzare il suono, mentre ormai da circa un ventennio la chitarra è suonata da Baz Warne (nonché cantante, almeno per quelle canzoni che erano cantate dal chitarrista originario Hugh Cornwell) e la batteria da Jim Macaulay che ha sostituito il componente originario Jet Black almeno nei tour. 

Che dire del loro spettacolo? Divertente, anche se forse ci saremmo aspettati un po’ più di verve (cose che è emersa per esempio dall’esibizione dei Ruts di cui vi parleremo dopo). La loro scaletta ha attinto dai primi quatto album, anche se non sono mancati brani estratti dagli altri lavori, compreso l’ultimo “Giants” che risale al 2012. Ovviamente non poteva mancare “Golden brown” tratta da “La folie” il brano che li ha portati al numero 2 delle classifiche ufficiali della BBC (il piazzamento più alto) mentre ha spiccato per assenza “Strange little girl”, l’altro successo n.7, come l’assenza di brani tratti da “The Gospel According to the Meninblack”, uno dei loro album più celebrati…ma forse il fatto di essere l’album preferito di Hugh Cornwell spiega il motivo…). Il concerto non si poteva concludere che con la celeberrima “No more heroes” dal secondo album, dove vengono citati personaggi per cui gli Stranglers provavano ammirazione, ma tutti una sorta di anti-eroi, e in cui il messaggio è quello di “non avere eroi”, perché ognuno deve essere l’eroe di se stesso. Da segnalare anche un tributo a Dionne Warwick.

Piacevole sorpresa sono stati i Ruts Dc. Di qualche anno più giovani come formazione, ma non meno importanti nella storia del punk inglese nella seconda metà degli anni 70, i Ruts non hanno avuto la stessa fortuna. Anzi la scomparsa del carismatico cantante Malcom Owen nel 1980 ha segnato la band che si è ritrovata con un solo album all’attivo ed una sorta di compilation “postuma” di brani prima di decidere di cambiare il nome in quello attuale. Nonostante tutto, è rimasta nell’immaginario come una delle band che ha maggiormente ispirato ideali di ribellione ma anche di giustizia sociale in un’epoca in cui l’Inghilterra era stretta nella morsa di una profonda crisi economica, sociale e culturale. Della band originaria sono rimasti solo Ruffy alla batteria e Jennings al basso, ma sul palco hanno regalato tanta energia e sono stati giustamente applauditi dal pubblico in sala.

Nel ricordarvi la scaletta dei The Stranglers, ringraziamo Vertigo e Teatro della Concordia per l’invito.

 

Norfolk Coast, I’ve Been Wild, (Get a) Grip (on Yourself), Midnight Summer Dream, Time To Die, Nice ‘n’ Sleazy, The Raven, 5 Minutes, Unbroken, Golden Brown, Always the Sun, Don’t Bring Harry, Nuclear Device (The Wizard of Aus), Peaches, Toiler on the Sea, Freedom Is Insane, Walk On By (Dionne Warwick cover), Something Better Change, Relentless, Hanging Around, Tank. Bis: No More Heroes

Foto in concessione di Vincenzo Nicolello, testo di Aurelio Hyerace

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