I The National presentano i nuovi brani e non solo sul palco del Pistoia Blues

I The National presentano i nuovi brani e non solo sul palco del Pistoia Blues

Il gruppo di Brooklyn The National è in Europa per un breve tour che è partito dalla Danimarca a fine giugno che finirà il 17 luglio in Portogallo. Come tappa intermedia di questo viaggio, che li porterà da nord a sud del vecchio continente, decidono di fermarsi in Italia e più precisamente a Pistoia per il Pistoia blues festival.

Non hanno scelto questa location per caso. La sorella dei fratelli Dessner si è trasferita in Italia ed è molto spesso in queste zone della Toscana.
Con all’attivo sei album in studio tra cui l’acclamato Trouble will find me (nomination ai Grammy Award come Best Alternative Album 2013), è una delle formazioni alternative indie rock più importanti ed influenti del panorama contemporaneo. Dal 2013 ad oggi hanno fatto molti concerti in giro per il Mondo, trovando spazio alla fine dell’estenuante tour di Trouble will find me,  per diversi progetti paralleli.

Matt Berninger insieme  a Brent Knopf (Ramona Falls, Menomenanel) nel 2014 hanno messo in piedi il progetto El Vy dove il cantante di Brooklyn mischia la sua voce con basi più electro – pop molto più allegre e spensierate.
Questo mix ha portato nel 2015 l’uscita di Return to the Moon che non ha ricevuto molti attestati di stima da parte dei fans più accaniti della band, ma è di certo un disco che bisogna avere nella propria collezione personale. I The National sono tornati a far parlare di se all’inizio del 2016 visto che hanno registrato diversi pezzi per il box monumentale di 5 LP Day of the Dead dedicato ai Greateful Dead nato dalla mente proprio dei fratelli Aaron e Bryce Dessner.

Insieme ai The National trovano spazio altri gruppi come Mumford & Sons, Wilco, The Flaming Lips e moltissimi altri rileggono brani della celebre band di rock psichedelico.

Ma ora veniamo al concerto vero e proprio.
In apertura c’èil cantautore Father John Misty che con l’ultimo album I Love You, Honeybear  ha conquistato critica e pubblico. Father John Misty è il moniker dietro a cui si cela Josh Tillman, cantautore e polistrumentista folk, rock e blues originario del Maryland con sette album solisti alle spalle. Il musicista è attivo dal 2004, ha militato anche in diverse band tra cui i Fleet Foxes. Dal 2012 inizia il progetto Father John Misty con il disco Fear Fun ed il recentissimo I Love You, Honeybear (entrambi su Sub Pop), tra folk, pop e soul, con cui raccoglie consensi unanimi.
La sua performance è molto intensa e piacevole. Sul palco si atteggia da rock star navigata interessandosi quasi di più degli obiettivi delle macchine fotografiche che della sua musica.

Alle 21.30 in punto ecco i The National.
Partono subito con Don’t Swallow the Cap , I Should Live in Salt E Sea of Love, tratti dal loro ultimo e pluripremiato album. Sono qui in Europa per farci ascoltare dei nuovi brani e accontentano quasi subito i presenti con Sometimes I Don’t Think e The Day I Die. La prima chicca è naturalmente la cover Peggy-O dei  Grateful Dead, brano suonato per la prima volta in Europa. Come succede spesso il loro show cambia ritmo dopo I need my girl, la tristezza della voce di Matt si fa più aggressiva con brani come This is the last time, About today e Fake empire, brani che solo loro valgono il prezzo del biglietto.
Nei brani  dei The National ci sono echi che rimandano a Leonard Cohen, Grace Paley, Nick Cave, John Ashbery, The Smiths , Tom Waits e agli Editors, ma in sostanza Matt e soci hanno un sound particolare che riesce ad entrarti nelle vene facendoti vibrare tutto il corpo. Se il concerto fino alla classica pausa degli encore ha presentato degli alti e bassi, con gli encore si raggiunge l’apice più assoluto.

Il primo encore è un brano nuovo  Keep che anticipa i loro cavalli di battaglia come Mr. November , brano inserito dal presidente Obama nella sua campagna alla casa bianca , e Terrible Love con Matt che prende il microfono per andare a cantare in mezzo al pubblico e sulle gradinate della piazza. Vanderlyle Crybaby Geeks è la canzone preferita da tutti i fans e non sempre la fanno, ma quando i fratelli Dessner imbracciano le chitarre acustiche tutto il pubblico ha capito che era ora di tirare fuori la voce per cantarla insieme a loro. Come sempre questo brano è da pelle d’oca e come sempre fa emozionare non solo soltanto il pubblico ma anche tutta la band, che rimane sempre stupita del calore espresso dal pubblico italiano.

In Italia e specialmente a Pistoia ci sono molti stranieri che vengono in Italia per visitare le città d’arte e soprattutto per andare ai concerti rock. Il perché è molto semplice. Molti gruppi americani quando vengono in Europa e soprattutto in Italia, si trasformano . Il pubblico italiano è caloroso canta tutte le canzoni e dimostra un attaccamento per i propri idoli che in altri paesi non succede. Questa sera è successo proprio questo e dobbiamo essere fieri di questo.

Questa sera i The National hanno fatto uno spettacolo incredibile, con cinque brani nuovi e la cover dei Grateful Dead come ciliegina sulla torta. Cosa volere di più.

SETLIST:
Don’t Swallow the Cap
I Should Live in Salt
Sea of Love
Bloodbuzz Ohio
Sometimes I Don’t Think
The Day I Die
Hard to Find
Peggy-O (Grateful Dead cover)
Afraid of Everyone
Squalor Victoria
I Need My Girl
This Is the Last Time
Find A Way
The Lights
Slow Show
Pink Rabbits
England
Graceless
Fake Empire
About Today (EP cherry tree)
Encore:
Keep
Mr. November
Terrible Love
Vanderlyle Crybaby Geeks

Un ringraziamento a DNA concerti  e  Davvero comunicazioni per l’invito.
Foto di Ivan Elmi e testo di Carlo Vergani

The National

Father John Misty

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